In questi giorni il Comune di San Casciano ha emesso un bando per l'accoglienza di ulteriori 26 richiedenti asilo.
Il bando prevede la possibilità di aumentarne il numero di un ulteriore 20% (salirebbero a 30) su richiesta del Ministero dell'interno. Il bando prevede una spesa procapite di euro 42 al giorno
Tale spesa verrà ripartita per il 95% a carico del Ministero dell'Interno ed il restante 5% a carico del Comune
Io non ho niente contro i richiedenti asilo e ritengo che chi scappa dalle guerre debba essere aiutato, confortato, coccolato e anche di più.Però mi sento di dover fare alcune riflessioni.
La prima riguarda il costo. Ogni persona costerebbe a carico dei cittadini netto euro 1.260 al mese. Vi sembra giustizia dover avere per i cittadini un reddito Isee (del nucleo familiare magari composto da due adulti e due figli minori) inferiore a 8.000 euro l'anno (660 euro mensili) per poter accedere ai programmi di aiuto economico? Altrimenti non hai alcun diritto? Della serie "io speriamo che me la cavo".
La seconda, non meno importante. In conferenza dei Sindaci è stato fatto un accordo per il quale i Comuni si impegnavano a trovare strutture per l'accoglienza di migranti per un numero non superiore a 2,5 migranti ogni 1.000 abitanti. Che farebbe un totale di 42 persone.
All'Hotel Mary sono già ospitate 35 persone. Perchè il nostro Comune si piega alle richiesta della Prefettura e del Ministero che stanno contravvenendo agli accordi presi in Conferenza?
La terza. Vogliamo una volta per tutte protestare affinchè le procedure di riconoscimento di queste persone avvengano in tempi '"normali", come accade in Europa, e cioè due mesi anziché due anni come avviene in Italia?
E' mai possibile che i cittadini si facciano carico di migranti economici per due o più anni concedendo loro dei servizi molto costosi che vengono negati agli oltre 10 milioni di cittadini in povertà (di cui 4 milioni di bambini ) in Italia? Cui prodest?
Lucia Bardini
LA RISPOSTA DEL COMUNE DI SAN CASCIANO
"Con l’emanazione del nuovo bando per l’accoglienza il Comune di San Casciano punta a compiere un salto di qualità. L’obiettivo è quello di attuare un’importante conversione in modo da creare sul territorio una struttura che non si limiti a svolgere una funzione temporanea volta a sostenere l’emergenza straordinaria.
Quando pensiamo ai percorsi di accoglienza più efficaci immaginiamo un sistema strutturato che permetta e promuova l’integrazione in favore di quei migranti ai quali è stata concessa l’autorizzazione a rimanere in Italia, avendo già ottenuto la protezione internazionale.
Stiamo parlando del passaggio successivo a quello attuale denominato SPRAR. Si tratta nello specifico del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali che attinge al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata.
L’impegno dello SPRAR assicura a livello territoriale, grazie al supporto e alla collaborazione della rete di associazioni locali, interventi di “accoglienza integrata”.
Le azioni previste vanno oltre la sola distribuzione di vitto e alloggio e sono mirate alla realizzazione di misure di integrazione complementari che alternano formazione, inserimento lavorativo, accompagnamento verso l'autonomia abitativa, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.
Quanto ai costi a carico dei cittadini, specifichiamo che si tratta di fondi non comunali ma ministeriali che vanno considerati in un quadro più ampio di risorse statali. In modo analogo, quando la signora Bardini fa riferimento al cofinanziamento comunale del 5% occorre precisare che non vengono impiegate risorse aggiuntive a supporto dell'intervento ma finalizzate a valorizzare il personale comunale che lavora al coordinamento del progetto.
La signora Bardini fa riferimento, poi, ad un accordo stipulato dai Comuni in Conferenza dei Sindaci.
In realtà il documento citato è il Piano di riparto proposto da ANCI seguito da una circolare del Ministero dell'Interno dell'11 ottobre 2016. Il piano prevede che i migranti vengano smistati dai sistemi di accoglienza in emergenza gestiti direttamente dalle Prefetture, che sollecitano i Comuni alla presa in carico e affidano direttamente alle organizzazioni che si candidano la gestione delle strutture.
Portiamo avanti i nostri percorsi di integrazione partendo dalla necessità di dare spazio e voce alla cultura dell’informazione, alla conoscenza e alla partecipazione alla vita pubblica della nostra comunità che in un momento storico come quello che stiamo vivendo, tende ad includere, ad accogliere e a riconoscere il valore della dignità alle persone che ci chiedono disperatamente aiuto".
Consuelo Cavallini, assessore alle politiche per l'integrazione
di Lucia Bardini
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