Nell’ultimo incontro con i cittadini dello scorso 11 Febbraio 2016 presso il Centro Socio Culturale di Cerbaia relativo alla variante al piano strutturale di San Casciano, ci sono state grosse novità.
La giunta comunale apparentemente ha fatto marcia indietro rispetto alla precedente volontà di procedere all’attivazione della geotermia con relativo teleriscaldamento a San Casciano, volontà espressa nell’incontro con i cittadini del 21 gennaio.
La volontà, dell’amministrazione, il 21, era stata chiara e portata avanti con articoli a tutta pagina, comunicati stampa, e con una brochure illustrativa distribuita durante l’incontro stesso.
Ci appare quindi alquanto strano che dopo un tale entusiasmo iniziale verso la geotermia e con l’ipotesi di utilizzarla per uno o più impianti di teleriscaldamento che avrebbero dovuto interessare il nostro territorio, in una diecina di giorni si sia passati ad una rinuncia.
Anche durante il passaggio in Commissione Ambiente non si era accennato alla geotermia e nel successivo consiglio comunale di fatto l’amministrazione aveva glissato sulla possibilità geotermica.
Molti sancascianesi sono rimasti basiti di fronte a questo comportamento, prima entusiasta verso la geotermia e quindi di colpo apparentemente non più interessato.
La cosa che però colpisce è che l’amministrazione parrebbe intenzionata ad inserire all’interno del piano strutturale alcune carte geotermiche di San Casciano che il geologo Alessandro Muratzu, incaricato dell’adeguamento del piano strutturale ha fornito gratuitamente al Comune di San Casciano.
Queste tavole sembrerebbero complete di rilevazioni atte allo sfruttamento geotermico del territorio di San Casciano, ma non farebbero parte del suo incarico. Tali carte potrebbero di fatto costituire un tacito assenso dell’amministrazione comunale stessa verso la trivellazione geotermica del suo territorio.
Molti cittadini sono del parere che non abbia senso inserire queste carte in un piano strutturale che non le richiede.
Ci auguriamo vivamente che tali carte non entrino a far parte del piano strutturale. L’inserimento delle medesime potrebbe, a nostro avviso, aprire il nostro territorio allo “sfruttamento” di risorse minerarie senza, oltretutto avere la possibilità di scegliere l’azienda che effettuerebbe le trivellazioni.
Aprendo il territorio alla geotermia lo si aprirebbe come naturale conseguenza alla cogenerazione, senza peraltro avere disponibilità di combustibile: pertanto non vorremmo che venissero poi utilizzati i rifiuti, visto che la Legge permette sia l’utilizzazione di legno, che di rifiuti e di pirogassificatori. In poche parole, ci ritroveremo con un inceneritore in casa, pardon, termovalorizzatore.
Quindi auspichiamo che il piano strutturale veda la luce senza le citate carte geotermiche, cosa di cui nessuno assolutamente sente il bisogno.
Nel caso comunque che l’amministrazione comunale voglia inserire queste carte numerosi cittadini da noi interpellati chiederebbero che l’inserimento nel piano strutturale la dicitura: “I progetti di eventuali impianti geotermici in cogenerazione devono essere sottoposti a referendun popolari che abbiano valore decisionale".
Tale procedura è stata utilizzata ad esempio nel Comune di Casole d’Elsa, dato il forte impatto ambientale, e non solo, che tali installazioni, come noto, implicano.
di Luciano Macrì
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