Vi scrivo per esprimere tutta la mia netta contrarietà al secondo lotto della variante di Grassina, quella che dalla parte sud dell’abitato si ricongiunge alla vecchia strada chiantigiana
attraverso la bellissima valle del torrente Ema, bellissima ancora per poco, visto lo scempio che si sta per realizzare con i giganteschi sbancamenti previsti e la colossale colata di cemento tra viadotti, ponti, rotatorie.
Al netto del futuro e probabilissimo cambio di destinazione d’uso degli attuali terreni agricoli e boschivi attraversati dalla nuova strada e probabile ulteriore edificazione sulle splendide colline.
Basta studiare attentamente il tracciato per rendersene conto. Uno scempio ai danni di un territorio di alto pregio paesaggistico storico e naturalistico immolato ancora una volta alla “Dea Macchina” attraverso l’ennesima nuova strada che porterà ulteriore nuovo traffico nel territorio come qualunque urbanista sa bene.
Il tutto in un silenzio assordante della "pubblica opinione". Non è una contrarietà alla risoluzione del problema urbanistico dell’abitato di Grassina attraversato dalla trafficata “Chiantigiana” che certamente esiste, ma una contrarietà al tipo di soluzione proposta, altamente impattante sul paesaggio e con costi assolutamente spropositati per il problema da risolvere.
Anziché circostanziare il tracciato intorno al centro creando un nodo di collegamento con la vecchia strada subito sopra l’abitato, si è preferita una lunga strada “di grande respiro” (e di vera speculazione) che abbracciasse tutto il comprensorio dell’Ugolino e oltre…
Mi pare evidente che il vero obiettivo di chi sta a monte di questo progetti non è certo la “pace e la liberazione dal traffico dei poveri cittadini di Grassina con l’eliminazione delle code” come la danno a bere agli ingenui abitanti (cosa che non averrà mai, anzi, nuovi cittadini perderanno una tranquillità che godevano da una vita), ma a mio modesto parere il vero obiettivo è la rivalutazione fondiaria degli appetitosi immobili e fondi chiantigiani che si troveranno in tal modo a essere “ravvicinati” a Firenze divenendone una preziosa e ancor più ambita “appendice residenziale”, in una frase: una grande e generale speculazione!
A scapito di un territorio che è ancora bellissimo, è la nostra storia, la nostra memoria, è la nostra vita!
Salviamolo dai cementificatori finchè siamo in tempo! Quindici minuti di coda in macchina non giustificano un simile scempio!
Code che si potrebbero ridurre notevolmente potenziando realmente il trasporto pubblico e dirottando risorse preziose che invece arricchiscono pochi.
Andrea Mallus
di Andrea Mallus
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