“Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno di progresso tecnico” (Scuola di Francoforte: Adorno Horkheimer Marcuse).
La razionalità del progresso è ambivalente:soddisfa nel mentre esercita il suo potere repressivo e reprime nel mentre soddisfa.
Il paradosso è che il sistema sociale crea, con la sua ricchezza, le premesse per la liberazione radicale dell'uomo ma poi stabilisce, attraverso l'interiorizzazione di falsi bisogni, un dominio pressochè totale sulla sua coscienza.
“La sua promessa suprema è una vita sempre più confortevole per un numero sempre maggiore di persone le quali in senso stretto non sanno più immaginare un universo di discorso e di azione qualitativamente differente, poiché la capacità di manipolare e di contenere l'immaginazione e lo sforzo sovversivo è parte integrante della società stessa”.
In altre parole la libertà nella società attuale è stata trasformata in non-libertà attraverso meccanismi che ci hanno convinti di vivere in una società conformata, seppur con qualche difetto, al concetto di libertà come lo intendiamo sino dai tempi dell'Illuminismo.
Quali meccanismi? E come è possibile che questo sia avvenuto?
E' accaduto perché il nuovo totalitarismo si manifesta pluralista avendo integrato le opere e le verità più contraddittorie le quali coesistono pacificamente al suo interno.
“La capacità di coesistenza di tutto e il contrario di tutto è l'arma più potente per annullare le possibili cariche antagonistiche”.
La Coscienza Felice ci porta a credere che il reale sia razionale e che il sistema mantenga le promesse che ci fa.
E intanto non ci si accorge che il linguaggio pubblico contiene proposizioni che si validano da sé, che funzionano come formule magico-rituali simili a quelle della pubblicità, e che le contraddizioni non solo vengono citate e dichiarate ma addirittura spudoratamente usate come sinonimi di pluralismo e democrazia.
L'universo di discorso ingloba e chiude in sé qualunque cosa insieme al suo contrario e, assimilando tutti gli altri termini ai propri, promette tolleranza e unità:gli opposti sono conciliati in modo tale che l'espressione politico-finanziaria e la sua comunicazione possono sempre sostenere tutte le posizioni e per questo risultano inaccessibili alla protesta e al rifiuto.
Il linguaggio si articola in costruzioni che impongono all'ascoltatore un significato obliquo e abbreviato e bloccano di fatto lo sviluppo del ragionamento e la riflessione sul contenuto che viene considerato e accolto solo nella forma in cui viene proposto.
E' un linguaggio unificato, anticritico e antidialettico ma anche profondamente antistorico perchè, in questo contesto, ricordare e studiare il passato come fonte di conoscenza diventa estremamente pericoloso per il sistema.
A questo punto la società è praticamente anche senza memoria.
Il linguaggio rituale-autoritario si è diffuso in tutto il mondo contemporaneo, nei paesi democratici e in quelli non democratici, nei paesi capitalisti e in quelli non capitalisti, e incredibilmente le persone destinatarie di tale messaggio, pur non credendo affatto a ciò che viene loro detto, alla fine agiscono comunque in conformità ad esso.
La conseguenza è la straordinaria novità del nostro tempo:il linguaggio della politica è diventato quello della pubblicità e l'integrazione fra politica finanza e divertimento è completa.
Allora viene da chiedersi dove si possa trovare l'energia antagonista per fronteggiare una simile situazione.
Tolta di mezzo la chiesa cattolica che non solo ha perso il monopolio dei poveri ma è riuscita anche, con formule quasi magiche, ad accogliere al suo interno l'intero sistema della società attuale, integrando nella sua dottrina proposizioni contraddittorie sia fra di loro sia con la dottrina stessa.
Tolti di mezzo anche i paesi a organizzazione socialista comunista marxiana, già ampiamente integrati nel sistema dei consumi, la scuola di Francoforte individuava, già più di cinquant'anni fa, nei reietti e nel Terzo Mondo l'ultima forza sovversiva rimasta.
Oh, ecco! (Signora Kyenge, ma lei da che parte sta? Lei, e quelli come lei, siete complici o davvero non avete capito nulla?).
La necessità di svuotare della sua forza e delle sue peculiarità questo Terzo Mondo, e di “integrarlo” ad ogni costo nel nostro sistema, non farà mica parte di un piano per disegnare alla fine tutto l'intero mondo ad una sola dimensione?
O c'è ancora qualche dubbio?
di Maria Franchi
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