“Corsi di arabo per bambini? Ok. Ma facciamo conoscere anche la nostra gloriosa storia”

Cara Redazione,

non si può davvero dare torto all’assessore Cavallini quando dice che chi studia ha più possibilità di capire le cose e le persone, di interpretare gli avvenimenti e  di mettere in relazione gli elementi dati.

 

Dunque chi ha la capacità di esaminare con cognizione una situazione ha anche oggettivamente più possibilità di risolverla al meglio.

 

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Per questo io suggerirei di impiegare qualche risorsa per far conoscere agli stranieri la gloriosa storia della nostra Patria.

 

Il Risorgimento, le guerre d’Indipendenza, la costruzione dell’Italia, la sua liberazione dall’impero Austroungarico, la liberazione dalla dittatura e dai tedeschi, la Resistenza, la rivoluzione culturale del ’68, gli anni di piombo delle brigate rosse.

 

Vanno bene anche la cucina e gli usi e costumi ma non ci si può sempre fermare alle sagre della bistecca e del cous cous.

 

Queste persone hanno una vaga idea di cosa possono fare per il loro Paese invece di scappare? Lo sanno che gli italiani hanno dato la vita per la libertà e per la democrazia? Che abbiamo avuto eccidi, torture, prigioni, fame, violenze?

 

La democrazia non si esporta: o nasce sul posto o non nasce affatto.

 

Potrebbero loro studiare gli avvenimenti che ci hanno condotto dove siamo, nella speranza che la nostra storia serva a interpretare la loro.

 

Maria

 

di Maria

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