“Giorno Memoria: a Greve eventi non opportuni”

Il "Giorno della Memoria" è un giorno di dolore. Da anni uso questa circostanza per fare ricerche sulla persecuzione e lo sterminio degli ebrei.

 

Per certi questa giornata è diventata solo un’occasione per celebrazioni ufficiali, talvolta il palcoscenico per i “professionisti della memoria”. Per altri persino occasione per esternazioni antisemite.

 

Le prime, le celebrazioni ufficiali, rischiano di far apparire "Giorno della Memoria" un fatto burocratico, la semplice applicazione della legge n. 211 del 2000 che ha istituito il dovere del ricordo.

 

Obbligo (anche se non sanzionato) che riguarda in modo particolare le scuole.

 

Le rappresentazioni (narrazioni, mostre, spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche, ecc.) hanno il pregio di raccontare i fatti storici, di “dramatizzare” gli eventi rendendo il pubblico partecipe.

 

Se uno non conosce gli eventi ha l’occasione di conoscerli, se invece li conosce ha l’occasione di riflettervi.

 

Infine le manifestazioni inopportune. Queste si annidano dappertutto: nelle “sparate” di qualche pseudo-filosofo, nelle uscite strampalate di qualche maître à penser, nelle prese di posizione di qualche politico ignorante o in malafede.
 

 

Il "Giorno della Memoria" dovrebbe essere un’occasione per riflettere non soltanto sui fatti storici, ma anche su come rappresentarli e raccontarli.
 

 

Ecco come viene celebrato il "Giorno della Memoria" a Greve in Chianti: clicca qui. Il Comune e l’Istituto comprensivo statale propongono una iniziativa “per non dimenticare”.

 

L’iniziativa viene così presentata “27 gennaio 1945-2015. E' successo ieri, è successo oggi, succederà domani? Per non dimenticare”.  Sullo sfondo la foto di un bambino, probabilmente vittima di una recente guerra balcanica.

 

Prosegue il manifesto…: “Per testimoniare contro le atrocità del passato e del presente”. E basta. Manca una parola: “ebrei”.

 

Fra il (presunto) politicamente corretto e l’ignavia buonista è semplicemente scomparso l’oggetto dello sterminio. La storia del nulla.
 

 

Ora, il "Giorno della Memoria" è stato istituito “al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte”. Non è né il giorno della Pace fra i popoli, né la della Fratellanza universale, né la giornata “contro le atrocità”.
 

 

Prosegue la legge 211/2000: “In occasione del "Giorno della Memoria"… sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani”.
 

 

Invece l’amministrazione chiantigiana preferisce confondere, diluire, nascondersi. Un capolavoro di scialba equidistanza. Equidistanza da cosa, poi?
 

 

Questo avviene proprio a pochi giorni da atti criminali che hanno avuto come obiettivo l’uccisione di ebrei. Di bambini ebrei.

 

Atti che derivano proprio dal ritorno dell’antisemitismo, stavolta di matrice islamista. Quell’antisemitismo che è stato causa della tragedia che per convenzione ricordiamo il Giorno della Memoria.
 

 

Questo figuraccia mi ricorda la marcia per la Pace dell’estate scorsa. Col patrocinio dall’amministrazione comunale di Greve talune  “associazioni pacifiste” hanno organizzato una “Manifestazione per la Pace” (clicca qui).

 

Dicevano i promotori “Una manifestazione né filo-palestinese né filo israeliana ma per la pace e per i diritti umani”.

 

E il comune ha ribadito questa equidistanza proponendo una delibera "relativa proprio a fermare la guerra . . . in modo particolare a Gaza".
 

 

Raccomando in futuro agli organizzatori di manifestazioni “per non dimenticare” di studiare un po’ di storia  (se non altro quella del giorno 27 gennaio 1945) e leggere almeno la legge che fingono di applicare.
 

 

L’ignoranza dei fatti storici è comprensibile (ma non scusabile) ma ignorantia legis non excusat.

di Nardo Bonomi

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