“Calzaiolo: da zona rurale a fortemente trafficata. Con tanti problemi”

Il Calzaiolo, molti anni fa, era vera terra rurale, poche case, poche fabbriche, poco traffico, si usciva senza blindare la propria abitazione, insomma, erano altri tempi.

 

Poi col passare degli anni la densità di popolazione è andata ad aumentare, sono state costruite più case, più fabbriche specie nelle zone limitrofe, e con questi cambiamenti sono nati nuovi problemi di viabilità.

 

Abbiamo chiesto aiuto a chi di dovere, ma nessuno ci ha mai dato ascolto. Io inviterei ognuno di voi residente in paese diverso a vivere un giorno qui, per rendersi conto di ciò che sto per scrivere.

 

Lungo la via Cassia per Siena, specie nel tratto che va dalla "€Fan-Cor"€ alla "€œSer.vi.t"€, 365 giorni l'anno sembra di essere all'interno di un circuito da corsa.

 

Auto che marciano sfiorando i 100 km/h, branchi di moto di grossa cilindrata (specie nel weekend) a velocità ancor pià elevata che pensano d'esser al Mugello, per non parlare dei numerosi autoarticolati o mezzi Sita con andatura davvero folle (la mia famiglia vive di fronte la fabbrica del "Caffè Manaresi"€ e dopo ogni passaggio di un autoarticolato ci ritroviamo l'intero giardino immerso in una nube di polvere e sassolini volanti perché i suddetti passano rasenti al bordo della strada sollevando tutto ciò che le ruote incontrano).

 

Siamo esasperati, anche perché la sola operazione di attraversamento pedonale o il passeggiare lungo i margini del ponte sopra l'affluente Terzona è un continuo rischiar di venire investiti, vista la totale assenza di autovelox, Speed Check, o più semplici dossi che potrebbero rallentare questi scalmanati su ruote.

 

Ma cosa bisogna fare per ottenere un po' più di sicurezza, aspettare che ci scappi il morto?!

di Federica Nuzzi

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