Quando ieri mi è stato detto che era stato arrestato un ragazzo di 17 anni, per l'incendio delle auto a Impruneta, che vive solo con la mamma, subito ho pensato a lui.
Non lo giustifico, ma neanche possiamo condannarlo senza conoscere la sua storia, come hanno fatto tanti nei commenti che sono seguiti alla notizia.
Conosco, anche se non benissimo, il ragazzo sia perché lavoro nel sociale da diversi anni, sia perché aggirandosi tra i vari gruppi adolescenziali imprunetini alla ricerca di attenzioni è capitato anche nella mia casa.
Sul suo profilo ci sono tanti amici, ma quanti lo sono davvero? Non è facile aiutare chi sfugge l'aiuto, soprattutto per i coetanei non è facile perché non hanno gli strumenti per farlo.
Certo che ha bisogno d'aiuto e spero che dov'è trovino la giusta strada per lui, è l'unico modo per salvarlo davvero.
Arrivare a compiere gesti simili, nasconde un disagio infinito, patologico, che ancora può essere curato.
Spero nelle istituzioni e sebbene le sempre più scarse risorse che abbiamo, mi auguro che ci sia un luogo dove lui possa "pagare" per quel che ha fatto ma dove possa trovare aiuto e amore.
di Silvia Poggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































