A seguito della approvazione del bilancio comunale di Imprunea il Sindaco ha diramato un comunicato stampa in cui commenta: “Sulle scuole abbiamo deciso di gettare le basi per realizzare un nuovo polo scolastico all'interno del Parco dei Sassi Neri”.
Ma scorrendo gli atti amministrativi approvati tuttavia risaltano agli occhi tre aspetti … “misteriosi”.
La previsione del “nuovo polo scolastico” all'interno del Parco dei Sassi Neri risulta inserita nel cosiddetto “Piano delle alienazioni e valorizzazioni”, cosa di cui non si comprende l logica.
Ai sensi della vigente normativa, infatti in tale Piano debbono essere inseriti solo quei beni immobili che il Comune ritenga “non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali” e che per tale motivo sono “suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione” (cioè quelli che intende concedere in uso, in affitto o vendere).
Ma se la finalità che il Comune intende perseguire è quella di modificare la destinazione urbanistica di una porzione del Parco Urbano dei Sassi Neri (la cosiddetta terza piazza) per realizzarvi il “nuovo polo scolastico”, essendo questa una funzione propriamente istituzionale del Comune non si comprende il perché dell'inserimento di tale previsione nel “Piano delle alienazioni e valorizzazioni”.
Altra singolarità sta nel fatto che l'inserimento dell'intervento nel “Piano delle alienazioni e valorizzazioni”, avrebbe altresì l'effetto di contestuale “adozione della variante allo strumento urbanistico” per la sua realizzazione (attualmente l'area ha destinazione a parco pubblico).
Ma la delibera comunale approvata prevede invece che “nella fattispecie in oggetto il procedimento di variante urbanistica verrà avviata in un secondo momento, successivamente all’approvazione del Bilancio di previsione per l’anno 2014, a seguito del quale sarà possibile conferire gli incarichi per le valutazioni di natura ambientale ed in ambito geologico, indispensabile per la redazione della variante stessa”.
L'effetto è quindi quantomeno paradossale: si tenta di utilizzare una procedura urbanistica semplificata (quale quella prevista per il “Piano delle alienazioni e valorizzazioni”), per giungere poi ad inventare una sorta di “variante differita”, di cui è dubbio riconoscere la logica e la rispondenza rispetto alle vigenti normative urbanistiche regionali.
Sarebbe stato invece più opportuno utilizzare le normali procedure per le varianti urbanistiche per la realizzazione del nuovo plesso scolastico, magari scegliendo la sua effettiva localizzazione anche a seguito di una comparazione fra siti diversi, confrontandoli sotto l'aspetto funzionale, ambientale ed economico, condendo magari la scelta con un po' di quella opportuna “partecipazione popolare”, di cui spesso si è avvezzi … “parlare” dalle parti del Palazzo comunale.
Infine, ma forse cosa ancor più singolare, nel Piano l'area per la collocazione del nuovo polo scolastico è stata individuata nella particella numero 74 del Foglio catastale n. 43.
Questa particella però risulta avere un'estensione di circa 870 metri quadrati (cioè più piccola di un quadratino di terra di 30 metri per 30 metri): una superficie che risulta più adatta alla installazione del plastico del progetto, piuttosto che alla effettiva realizzazione del nuovo edificio scolastico con le necessarie aree di servizio che l'intervento richiede!
“Tre indizi fanno una prova”, diceva la scrittrice di romanzi gialli Agatha Christie. Cosa facciano tre misteri è più difficile dirlo: se non è un nuovo genere letterario, forse è solo improvvisazione?
di Verdi per Impruneta
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