Vedo, con grande delusione, che il tentativo di un “libero” cittadino di esprimersi riguardo ad un semplice (ma non banalizzabile) fatto di pubblica amministrazione sia sfociato nell’emergere di una serie eterogenea di eventi del tutto alieni all’argomento da me sollevato (clicca qui per leggere la lettera di Davide Quinci sul Natale a Impruneta).
Nonché di accuse e tematiche non solo decisamente molto distanti dai temi natalizi ma anche in alcun modo riconducibili lontanamente a quanto da me proposto (evito di fare banali copia-incolla; non voglio imbarazzare nessuno!).
Quello che mi sarei augurato di stimolare con il mio intervento era, invece, un dialogo, magari anche dai toni accesi, ma un dialogo; che mirasse a contrastare, assecondare, criticare in maniera costruttiva, con riflessioni, esempi (consoni e mirati!) quanto da me avanzato.
Spaventarsi per le prese di posizione chiare e lecite (e opinabili, ovviamente) porta a tutta una serie di considerazioni che non starò qui ad elencare, ma soprattutto fa riflettere sulla “solidità” delle proprie opinioni.
Le pagine di una testata giornalistica non sono (e non devono esserlo) il luogo ideale per protrarre una discussione di stampo personale.
Quindi, avendo totalmente fallito nell’intento di creare un dialogo, ma sereno per l’averci provato, ne approfitto per porre le mie scuse a tutti coloro che hanno trovato nella mia lecita (pure se “marcata”) critica, motivo di offesa personale, e rimando l’utopico tentativo di affrontare in maniera, ripeto, critica e costruttiva tematiche di ordine pubblico a data e Paese da stabilire.
Nel congedarmi colgo l’occasione per ringraziare la redazione del Gazzettino per aver dato la possibilità, a me e ai lettori, di farsi un giro su questa “giostra” della libera opinione e del dialogo che, tuttavia, ancora una volta si è miseramente inceppata (non certo a causa della redazione).
Un caro saluto.
di Davide Quinci
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