“Decimo, abbandono e decadenza”: lettera e foto inequivocabili dal quartiere di San Casciano

Vorrei intitolare questa mia così: “Decimo, abbandono e decadenza…” Parole troppo forti, esagerate? Vediamo… 

 

Siamo ormai ad agosto e il lavoro di manutenzione dei bordi stradali che ogni anno veniva fatto in giugno/luglio, nella zona di Decimo non è ancora stato eseguito. Dopo una primavera di precipitazioni abbondanti, quest’anno l’erba è cresciuta molto e in certi punti crea  pericoli oggettivi per i cittadini. 

 

Incrocio fra Via Don Gino Gamannossi e Via Decimo

 

Chi proviene da Via Don Gino ha la visibilità a destra praticamente nulla a causa della vegetazione. Per vedere se ci sono auto in arrivo, il conducente di un’auto normale deve superare abbondantemente la striscia dello stop, con notevole rischio di incidente!                         

 

Via Don Gino a partire dalla rotonda “Staccioli” sulla Cassia

 

La vegetazione di vitalbe e rovi che scende dal campo sovrastante riduce in alcuni punti la sede stradale di oltre 1/2 metro. Considerato che la via è larga ma non troppo…                       

 

Ancora Via don Gino Gamannossi 

 

Nella parte alta di Via Don Gino, il va e vieni di cinghiali e caprioli dal campo sovrastante e il grufolare degli istrici ha fatto calare nel tempo terra e detriti sulla strada, riducendone la larghezza. Fra vegetazione e terra caduta, in un paio di punti all’altezza dei lampioni, la sede stradale non raggiunge i 4 metri. Due auto ormai non si scambiano più in modo sicuro. Che dire dei furgoni… Occorrerebbe che con un lavoro di ruspa si recuperasse la parte della strada sepolta dalla terra (circa 1 m).                         

 

Le vecchie panchine

 

Circa 15 anni fa una precedente Amministrazione fece installare delle panchine con veduta panoramica su  Decimo. Erano molto frequentate dagli anziani della zona e dai turisti. Ora le panchine sono semisepolte dall’erba e quasi raggiunte dalla macchia; gli anziani non ci vanno e i turisti non si fermano più.                          

 

Erba, erba, erba…

 

L’erba alta sui bordi e nel piazzale-parcheggio di Decimo. La vegetazione ormai non è più solo sul bordo, è passata al piazzale. Ora è ben secca e basterebbe un mozzicone di sigaretta per incendiare l’erba e le macchine posteggiate!    
                                   

 

La macchia sul lato destro

 

Fino a quest’anno sul lato destro c’era solo erba, ora crescono anche cespugli… Non invadono troppo la sede stradale soltanto perché il continuo passaggio delle auto funziona come un tagliasiepi.  
 

 

Parte finale di Via Decimo

 

Sul lato destro di Via Decimo, di fronte alla villa dei Casaglia, si è sviluppata una vegetazione alta oltre un metro e mezzo.  Basta un passo e dalla strada si finisce nella savana! Fra l’altro il lampione di mezzo lungo il muro della villa è ormai spento da Pasqua!                        

 

Pubblico VS. privato

 

Differenza estetica fra la strada con l’erba alta e quella coi bordi tagliati. Dietro la Chiesa il privato ha tagliato l’erba fin sul bordo della strada: bella differenza di veduta! Vabbé, tanto di turisti ne vengono sempre in meno, qui…                            
      

 

Un marciapiede selvaggio in Via Kennedy

 

I marciapiedi di Via Kennedy son pieni di buche e, si sa, nelle buche manca l’asfalto e cresce l’erba. Ora in alcuni punti la vegetazione ha raggiunto un’altezza da record per un marciapiede (quello di destra in senso di marcia). Un frontista per fortuna ha tagliato l’altro giorno le erbacce davanti alla sua proprietà (quelle della foto verticale), ma altrove la vegetazione resta.                

 

Questi sono i maggiori problemi di cura dell’ambiente che ho individuato nei giorni scorsi. Non sono tutti, altre persone avranno notato criticità diverse. 

 

Non conosco bene le regole che riguardano bordi stradali, fronte delle abitazioni ecc. e non so fin dove arriva la competenza del Comune e dove è competenza dei privati.  Se venissero fatti dei controlli dai Vigili urbani o da qualche tecnico dell’Amministrazione, potrebbero essere  risolte certe situazioni di evidente pericolo.

 

Per finire devo far notare che quest’anno per cause diverse si sono raggiunti nella zona punti di incuria a cui non eravamo abituati. Ho la speranza che queste mie osservazioni vengano prese in considerazione e si proceda prima di tutto ad  eliminare le fonti di pericolo. 

 

Se poi c’è tempo e modo di curare anche il lato più estetico della situazione ambientale, tutti gli abitanti della  zona ve ne saranno grati.

di Enzo Rettori

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