“Caro Ruspa, come promesso ero in campo”

Vorrei che questa lettera restasse anonima… grazie. Un minuto di silenzio… l'eterno riposo dona a lui o Signore, risplenda ad esso la luce perpetua, riposa in pace, Amen.

 

E' iniziata così la mia partita a Cerbaia ieri sera, con gli occhi volti verso il cielo. Caro Francesco, ho mantenuto la promessa che ci eravamo fatti l'anno passato, ritrovarsi a Cerbaia per giocare insieme la partita di calcio storico che, causa infortunio durante gli allenamenti, non ero riuscito a giocare.

 

Può sembrare strano, retorico, forse anche banale, ma non ero, non eravamo, "soli" in campo. Il tuo volto sulla maglietta, il tuo soprannome sulle spalle, prima del "fischio d'inizio". Il tuo ricordo nel cuore durante tutta la partita.

 

Mi piacesti subito, a pelle. Da padre di una figlia, percepii lo spessore di un ragazzo che nonostante la metà dei miei anni, aveva già l'animo di un signore.

 

Non posso che avere bei ricordi di quei pochi attimi trascorsi insieme. La vita è stata ingiusta con te, ci sarà forse una spiegazione più grande per questo, un disegno divino che oggi non si riesce a capire e che lascia soltanto un vuoto, nell'animo di chi resta su questa terra.

 

Una cosa però mi è parsa chiara, vedendo i tuoi amici ieri sera, sentendo l'orgoglio di aver onorato un impegno preso con te, al di là di tutto, appare ovvio, che chi ti ha conosciuto, porterà  avanti il tuo esempio, il tuo ricordo, con forza e dignità, affinché non si dimentichi la bontà  e il sorriso di un ragazzo così speciale.

 

E' stato un onore averti conosciuto, è stato un onore entrare in campo per te ieri sera. Riposa in pace Ruspa.

di Lettera firmata

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