Sogni, progetti, buon senso… . Credo di avere titolo per intervenire nella discussione sugli stravolgimenti e sui gravi disagi che stanno per interessare centinaia di studenti e loro famiglie, insegnanti, personale non docente, attività commerciali nel comune, mobilità, vista l'ipotesi di trasferimento dei plessi scolastici.
Abito nel comune, lavoro a Impruneta come docente della scuola media, sono genitore di uno studente e vivo da anni i problemi che, scelte mancate, diatribe politiche e facili improvvisazioni stanno venendo al pettine, travolgendo la serenità e il buon senso di chi lavora nella scuola e di chi ci amministra.
Per questo ho partecipato all'ultimo consiglio comunale aperto. Conoscere posizioni, progetti, discutere con chi a scuola ci lavora tutti i giorni dovrebbe essere il primo passo, il metodo la condivisione, facendo partecipare alle scelte, prima che esse siano prese, i diretti interessati.
Ma così non è stato. Fin dall'introduzione del sindaco si è capito benissimo cheœ i giochi erano stati fatti. Nonostante l'errore di non intraprendere i lavori alla scuola materna (manutenzione già finanziata e promessa alle famiglie) questa amministrazione, ora, ha deciso l'effetto domino.
Come pedine su una scacchiera, i bimbi della materna alle elementari, gli alunni della primaria alla secondaria, quest'ultima fa i bagagli e va in trasferta a Tavarnuzze.
Un vero capolavoro! Un pellegrinaggio forzoso e quotidiano di più di 200 alunni, oltre i disabili, che la mattina scende a valle e il primo pomeriggio risale per almeno un anno scolastico intero.
Come può un amministratore pensare, responsabilmente, che questa sia l'unica ipotesi praticabile? Dov'è l'emergenza? Da più di 30 anni le varie amministrazioni succedute non hanno interrotto lo sperpero di danaro in affitto della scuola media e adesso, todos caballeros, ecco pronta la soluzione: sognare!
Non c'è uno straccio di progetto. Non pretendo il plastico del campus, così lo chiama il sindaco, ma un'idea, un luogo, un finanziamento, un lavoro di ricerca e progettazione. Insomma qualcosa di più di vaghe promesse senza un riscontro concreto.
Un programma pianificato e certo non esiste. Troppe cose poi non tornano: i lavori, non strutturali, ma di ordinaria amministrazione alla scuola primaria Paolieri che dovrebbero durare più dei mesi estivi (smentendo la comunicazione del Min. delle Infrastrutture che parla di 120 gg. al massimo) e costringerebbero i bambini a migrare, ma non quelli della materna che, invece, dotati di chissà quali anticorpi, possono permanere nello stesso edificio; l'assenza di tempistica.
Una comunicazione fatta di "si dice" e senza ascoltare le proposte del Collegio dei docenti; cifre che ballano. Dopo anni di tagli garantire la quotidianità nella scuola, oggi, è diventata la più grande rivoluzione e se ci sono sacrifici da fare, adesso, siano gli adulti a dare il buon esempio: le soluzioni non mancano.
Eccone un'altra: nella scuola materna, in disuso, si ricavino stanze adatte agli uffici comunali e per pochi mesiœ si metta il Palazzo del Comune a disposizione della scuola di Impruneta.
di Valter Violi
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