Venerdì 14 agosto, presso la Casa del Popolo di Lucolena, si è tenuto l' incontro fra il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani, coadiuvato dal consigliere comunale Carlo Nozzi, e la popolazione del piccolo borgo montano situato ai confini del vasto territorio comunale, con argomento della serata la prossima riduzione di apertura dell' ufficio postale locale
Nella sala da ballo del circolo, oltre a tutti i posti a sedere occupati, vi erano molte persone in piedi, nonostante fosse la vigilia di Ferragosto, segno che l' argomento tocca praticamente tutti gli abitanti ed è molto sentito vista la loro presenza in massa.
Presente anche una telecamera di RAI3, che prima ha effettuato una piccola intervista a Sottani insieme al sempre presente Lorenzo Travaglini, per fare il punto della situazione dell'ufficio Postale, e poi ha seguito l'incontro in sala documentando l'evento e l'affollamento.
Si parte con il sindaco che spiega come Poste Italiane abbbia portato all' attenzione dei Comuni toscani la decisione, per un riassetto riorganizzativo, della chiusura di 100 uffici Postali in tutta la Regione a marzo, a cui è seguito uno stop per la presentazione di 100 ricorsi al Tar della Toscana da parte delle amministrazioni coinvolte.
Ma poi a luglio tutto si rimette in moto, con date certe di chiusura, cioè il 7 settembre 2015.
I Comuni riattivano i vari ricorsi, che erano in stand-by, e una pronunciazione in merito da parte del Tar sarebbe prevista per la prima settimana di settembre.
Come riferimento a favore per quanto riguarda il Comune di Greve viene citata la sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia del 15 luglio, che ha fatto riaprire due uffici Postali, dopo due anni dalla loro chiusura, perché tali uffici avevano le stesse prerogative di quello locale.
Lucolena ha delle caratteristiche che dovrebbero garantire l'esito positivo del ricorso, quali la lontananza da altri uffici postali, l'assenza di un servizio di trasporto pubblico verso tali uffici, la mancanza di altri istituti bancari nel paese e il fatto di essere località montana disagiata.
Poste Italiane dovrebbe quindi garantire la presenza dell'ufficio, ma il problema è più complesso: finora vi era l'apertura delle Poste per 18 ore settimanali, quindi per tre giorni compreso il sabato mattina, e già così si formavano code agli sportelli, ma nelle intenzioni delle Poste vi è la riduzione ad un solo giorno dell'apertura dell'ufficio e di spostare sul Postino Digitale le altre due giornate.
Il Postino Digitale è dotato di un terminale con cui può accettare raccomandate, lettere e darne regolare ricevuta, ma viaggia con connessione dati tramite rete UMTS, e quassù, si sa, non si prende mai bene la linea, e resta il fatto che non può girare con i contanti in tasca per chi avesse invece da fare un prelievo dal proprio conto corrente.
Quindi, anche se non si parla di chiusura definitiva, all' atto pratico ci siamo molto vicini.
Il sindaco è stato invitato dai presenti a farsi portavoce di tutti loro tramite una bella lettera scritta direttamente al presidente della Regione Enrico Rossi, per vedere di aumentare, non lasciando nulla di intentato, le possibilità di un esito favorevole da parte del Tar.
Verso fine serata gli animi, come al solito si sono un pò scaldati, ma le rassicurazioni del sindaco e del consigliere Nozzi, che da parte loro si dicono certi di aver fatto tutto quanto era in loro potere per aiutare Lucolena, hanno mitigato tali malumori.
Si è parlato fra l'altro, in caso negativo, di andare a manifestare tutti quanti davanti agli uffici postali a Firenze, e dell' eventualità di emanare, da parte dell'amministrazione comunale, un'ordinanza che intimi a Poste Italiane di non procedere nei suoi intenti per non chiudere un centro di aggregazione socialmente utile.
Ora non resta che aspettare i primi di settembre!!
di Simone Verniani
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