Caro Direttore. Le scrivo a proposito dell’articolo apparso sul suo Gazzettino del Chianti, riguardante la “Fusione dei Comuni di Tavarnelle e Barberino”, con le dichiarazioni delle quali il coordinatore chiantigiano della Lega Nord Chianti, Lorenzo Somigli ha voluto omaggiarci.
Fermo restando che nel bel mezzo del mese di agosto, con il gran caldo che va in testa, ci si dovrebbe astenere dallo scrivere e dal prendere iniziative, il caldo si sa gioca brutti scherzi, bisognerebbe aspettare un po' di refrigèrio per ricominciare a ragionare.
Ma dato che il coordinatore chiantigiano affronta un tema così caldo di suo e, dimostra di avere anche un bel coraggio, mi sono dotato di carta e penna, di buona volontà, l’immancabile ventilatore, ed eccomi a rispondere per le rime, a ribattere su quanto da lui affermato.
A primo acchito mi vien da dire, questo dono poteva risparmiarselo, perché se a lui non interessano i progetti di Unione e Unione dei Comuni, a noi cittadini comuni mortali ci può interessare poco e niente, ma se parla di forzature alla maniera sovietica non si può tacere, è male informato, non conosce l’iter che l’amministrazione di Tavarnelle e Barberino, insieme al Partito democratico, hanno seguito fino ai giorni d’oggi. Sarebbe bene che aprisse le orecchie e ascoltasse un po’ di più il tessuto sociale tavarnellino e barberinese.
In quanto poi a soppressione di servizi, quando invece i servizi si amplieranno, la Lega Nord è maestra nel sopprimere le sedi periferiche, la storia e l’identità.
Ai tempi del Carroccio sarà bene ricordare, cioè quelli che volevano l’Indipendenza della Padania e insidiavano il tessuto sociale, politico e culturale, nonché offese alla nazione, hanno cambiato casacca, si sono riciclati, in altre parole delle fusioni sono maestri, quando nel 1991 nella Lega Nord confluiscono Liga Veneta, Lega Lombarda, Piemònt Autonomo, Unione Ligure, Alleanza Toscana, Movimento per la Toscana, Lega Emiliano-Romagnola, difendevano a spada tratta il loro operato, non rispettavano la volontà e la storia popolare del nostro paese Italia, che è unica e indivisibile.
Oppure quando nel 1994 per la Lega Nord dividere l’Italia in nove macroregioni o macroaree era la soluzione a tutti i mali, invece nulla di che, sbagliato.
Per coloro che non mi conoscessero sono renzianissimo, iscritto al Partito democratico, già consigliere comunale, conoscitore della politica tavarnellina e anche quella barberinese, avendo vissuto sin dalle sue origini le diverse problematiche, ho assistito e partecipato alla firma di 36 protocolli d’intesa nel 2005, insieme ai due sindaci dei rispettivi comuni, alla presenza dell’allora presidente della Provincia Matteo Renzi.
Devo dire come Partito democratico non siamo proprio in affanno, le ultime nove funzioni, protocolli, tra Tavarnelle e Barberino che i nostri attuali amministratori hanno sottoscritto risalgono al febbraio 2015, diciamo che siamo in dirittura d’arrivo, non siamo fuori dalla storia, due comuni che fanno squadra da più di un decennio, che hanno un unico segretario del Partito democratico di Tavarnelle e Barberino, che condividono servizi comunali, che hanno carenza di organico, che hanno un’alta presenza di residenti stranieri, non possono che adottare la soluzione più idonea dal punto di vista normativo, e quindi la fusione dei due Comuni di Tavarnelle e Barberino, punto e basta, il resto sono demagogie che non portano da nessuna parte.
E proprio perché le opposizioni non avendo altri argomenti, giocano sugli allarmismi, così come ha fatto il coordinatore della Lega Nord Chianti, concludo dicendo che comunque in democrazia è ancora il popolo che decide, saranno i referendum consultivi delle popolazioni a decidere, il resto sono parole che hanno il tempo che trovano.
Grazie per l’attenzione e invio un cordiale saluto.
di Raffaele Tasso
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