L’estate si conferma foriera di nuovo cemento per il territorio del Comune di Impruneta.
Stavolta a farne le spese anche le frazioni minori, come Pozzolatico, interessata dal cosiddetto Piano Attuativo TRR02”, di recente adottato dal Consiglio Comunale (voto favorevole dei consiglieri del Partito Democratico, Gruppo Misto e di Obbiettivo Comune; astenuti: Movimento 5Stelle; assenti: Coraggio di Cambiare).
L’area su cui è prevista la nuova espansione residenziale, di circa 2 ettari, è interessata da tre vincoli di tipo paesaggistico, di cui il più importante è quello previsto dal Decreto Legislativo 42/2004 che ricomprende l’area collinare che dalla Certosa giunge fino a Pozzolatico.
Una zona vincolata per il quale il Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di piano paesaggistico (P.I.T.) della Regione Toscana prevede che i Comuni nei propri piani urbanistici provvedano a “definire strategie, misure, regola e discipline volte a evitare l’impiego di suolo non edificato al di fuori del territorio urbanizzato”.
Eppure è proprio a Pozzolatico che è prevista l’espansione edilizia dell’abitato verso la campagna, occupando terreni attualmente coltivati a vigneto ed oliveto, e dove col piano attuativo è prevista la realizzazione di 7.980 metri cubi (pari a 2.660 metri quadri) di nuove residenze, per una trentina di abitazioni.
I Verdi per Impruneta che contestano un’edificazione tanto invasiva, hanno presentato una osservazione al Piano attuativo evidenziando, inoltre che l’area interessata dalla edificazione prevista con il Piano Attuativo TRR02, ricade nella fascia del “vincolo cimiteriale” dei 200 metri dal perimetro del cimitero di Pozzolatico.
La fascia di rispetto cimiteriale risulta tuttavia indicata nel Regolamento urbanistico comunale solo fino a 100 metri, il tutto sulla base di una delibera approvata dal Comune nel 1998 sulla base della previgente normativa (art. 338 del R.D. 1265/34) che però – sottolineano i Verdi per Impruneta – ha prodotto i suoi effetti legittimi solo fino alla entrata in vigore della riformulazione dell’articolo operata con la legge 166/2002.
Con la legge 166/2002, che all’art. 28 modifica l’art. 338 del R.D. 1265/34, il legislatore stabilisce la regola generale che i cimiteri devono essere collocati ad una distanza di almeno 200 metri dai centri abitati e che è vietato costruire nuovi edifici entro un raggio di 200 metri dal perimetro del cimitero.
Tale fascia di rispetto costituisce un vincolo urbanistico posto con legge dello Stato e come tale è operante indipendentemente dagli strumenti urbanistici vigenti ed eventualmente anche in contrasto con essi (Cass. Penale n.1185/2007).
Tale distanza può essere derogata in due sole ipotesi previste dalla norma: la costruzione di nuovi cimiteri o ampliamento di quelli esistenti, oppure per l’esecuzione di un’opera pubblica o attuazione di un intervento urbanistico. In merito a questa seconda ipotesi la Corte di Cassazione ha stabilito che la locuzione “attuazione di un intervento urbanistico” non può essere interpretata estensivamente fino a ricomprendervi anche l’edilizia residenziale privata (sentenza n. 8626/2009).
Pertanto dovendo oggi valutare la proposta per la realizzazione “ex novo” di una nuova edificazione residenziale a Pozzolatico (intervento TRR02) il Comune non può esimersi dall’applicare la normativa nazionale nella sua formulazione attualmente vigente, in quanto il divieto previsto dalla norma costituisce un divieto assoluto ed “ex lege” di edificabilità, tale da prevalere anche su eventuali disposizioni contrarie del piano urbanistico comunale.
Verdi per Impruneta
di Verdi per Impruneta
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































