Ci risiamo.Sono trascorsi soltanto 79 giorni dal 5 febbraio 2018 e già ci risiamo.Sono le 7 e 40 di stamani, lunedì 23 aprile. quando, per l’ennesima volta, si sfiora la tragedia.
Un bimbo di nove anni con la mamma sta attraversando sulle strisce pedonali di via della Libertà a Impruneta diretto a scuola, quando un’auto che proviene da piazza Buondelmonti a velocità sostenuta, incurante della presenza degli attraversamenti pedonali e del trovarsi in pieno centro abitato, si accorge solo all’ultimo dei due e, frenando bruscamente con tanto di ruote che stridono sull’asfalto, si ferma a venti centimetri dal bambino e dalla mamma che, terrorizzati ma incolumi, possono continuare la loro strada.
Poco conta in questa mia lettera che il bimbo sia mio figlio e la mamma sia mia moglie, che il bimbo sia già stato agganciato da un’altra auto con la stessa identica dinamica solo 79 giorni fa appunto, volando a dieci metri dalle strisce, per fortuna senza gravissime conseguenze, scrivo per tutti.
Per tutti quelli che come me e la mia famiglia hanno vissuto quei momenti di puro terrore e sicuramente li portano con sè ancora oggi. E per tutti quelli che non l’hanno mai vissuti e a cui auguro di non viverli mai.
E’ arrivato il momento di dire BASTA!!!!
E’ arrivato il momento di FARE QUALCOSA!!!!
E’ arrivato il momento di RISOLVERE QUESTA SITUAZIONE!!!!
Non aspettiamo la prossima tragedia, non ce lo meritiamo noi cittadini, primi fra tutti i bambini che su quelle strisce sono purtroppo di casa, essendo uno dei percorsi che conduce alla loro scuola.
Non bastano i catarifrangenti posti in conseguenza del primo incidente di mio figlio, poi divelti (inevitabilmente) dallo spalaneve in occasione dell’ultima nevicata e mai riposizionati.
Non bastano le presenze occasionali della polizia municipale.Viviamo in un paese incivile, dove alle strisce pedonali si attraversa se non ci sono macchine ,anziché essere le macchine a passare se non ci sono pedoni, dove la norma che obbliga a rallentare fino al punto di essere pronti a fermarsi in prossimità delle zebrature è bellamente ignorata, se non addirittura sconosciuta ai più.
Dove anche i tutori dell’ordine ti rispondono che gli italiani sono abituati così e bisogna adeguarsi.
Io non mi adeguerò mai. E fortunatamente altre persone civili come me non ci staranno mai a questa logica assurda.
Chiedo adesso a voi, signor Alessio Calamandrei Sindaco di Impruneta, signor Dario Nardella presidente della Città Metropolitana, signor comandante della Polizia Municipale e a tutte le forze dell’ordine operanti sul territorio ,di porre rimedio a questa annosa questione per rispetto di tutti i bambini e non solo, che su quelle stesse strisce hanno vissuto quella terribile esperienza (e sono molti) e per tutti noi che abbiamo il sacrosanto diritto di vivere serenamente il nostro paese.
Fate in modo che nessuno debba più sentirsi dire dal proprio figlio “ ho tanta paura”.Grazie.
Andrea Cecconi
di Andrea Cecconi
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