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domenica 3 Luglio 2022
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    “Nella campagna di San Gusmè i cinghiali ormai fanno anche… gli archeologi”

    "Nella parte alta del Pian Tondo istintive raspate riportano alla luce reperti di laterizio, la cui forma, materiale e tipo di cottura, non lasciano dubbio alcuno sulla importanza di questo sito etrusco"

    Calidonio è il nome del cinghiale etrusco riprodotto nel vaso Francois di Chiusi, rinvenuto nel lontano 1844.

    E un suo emulo (in tanta carne più che ossa, a giudicare dall’enormità delle fatte che lascia sul terreno), si diletta in frenetici scavi superficiali, in un’area del territorio della Berardenga molto nota e importante.

    Studiata dagli archeologi Matteo Cuccuini (Sapienza di Roma), Jacopo Tabolli (Università di Siena) Alvaro Tracchi, noto storico locale e narrata dal dottor Giovanni Righi Parenti: il Pian Tondo, poco sopra l’abitato di San Gusmè.

    E nella parte alta del Pian Tondo, proprio un’istintiva raspata di Calidonio al terreno, riporta alla luce alcuni reperti di laterizio, la cui forma, materiale e tipo di cottura, non lasciano dubbio alcuno sulla importanza di questo sito etrusco.

    La parte alta del Piano, suscettibile di pioggie e dilavamento, con le raspate di Calidonio, dimostra almeno una cosa.

    Che non c’è bisogno di grandi scavatori meccanici per riportare alla luce un patrimonio di storia e conoscenza, che quella poca terra superficiale custodisce.

    Andrea Pagliantini

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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