Elogio dell’ombra estiva… “e di quella speciale della piazza di Montefiridolfi”

Che le stagioni non son più quelle di una volta siamo d’accordo, ma poi, alla fine, il caldo arriva; ed è arrivato anche quest’anno.

 

Banalità a parte, il nuovo avanza e la “tintarella” non è più indispensabile, figuriamoci l’abbronzatura selvaggia come quella che era obbligo sopportare negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. 

 

Nelle nuove tendenze, specialmente in piena estate, si fa spazio la considerazione dell’ombra come un valore da riscoprire.

 

Come tutte le cose importanti l’ombra ha anche delle marginali accezioni non positive, come chi ha delle ombre nel suo passato o come l’ombra del noce che è come l’ombra del padrone… .

 

Chi ha paura anche della propria ombra… C’è anche un retrogusto di malinconia, come l’ombra dell’ultimo sole a cui si era assopito un pescatore….
 

 

Però, essenzialmente, l’ombra è un piacere, una “custodia” ed un privilegio che, i soggiogati all’abbronzatura, si sognano.
 

 

Si comincia ad apprezzare partendo dal ricordo del fresco della pineta scelta dai genitori per il pic nic della famigliola sulla tovaglia a quadretti distesa in terra. Poi si continua con l’ombra del campanile che, invece, esprime l’appartenenza ad una comunità ed è una spinta aggregativa, spesso determinante, nella vita sociale. Siamo sicuramente fra le cose belle ed utili, finché si ha presente il senso della misura e non si prende troppo sul serio.      
 

 

Tanti anche gli estimatori di quella dell’ombrellone, niente da eccepire, si tratta di un’ombra di qualità, considerando che, spesso, se ne usufruisce vicino al mare, lago o fiume che ne moltiplicano l’effetto benefico.

 

Una delle migliori ombre, riconosciuta a livello internazionale, è quella che si può gustare in piazza a Montefiridolfi.

 

Si sta bene al meriggio anche nel pomeriggio, comodamente seduti sulle panchine all’interno dell’area pedonabile ma, il punto di migliore “maturazione” di questa prelibatezza da intenditori, si raggiunge nelle mattine a cavallo fra luglio ed agosto.

 

In questa fase, la torre del Sani, si proietta sul lato sud della pavimentazione in cotto della piazza. Per gli appassionati del settore, che non si fermano al normale (e comunque sopraffino) godimento del fresco, anni di esperienza, hanno selezionato accorgimenti che arrivano all’eccellenza. 

 

I più esperti, infatti, sanno che il massimo, si raggiunge sedendosi sui gradini di pietra serena delle soglie dei portoni, che sono lì da secoli a fare il loro servizio.

 

L’utilizzo di sedie in plastica, anche se favorisce la convivialità, toglie un po’ di poesia e, per gli appassionati del settore, è tollerato solo se motivato da serie giustificazioni.

 

In alta stagione non sempre si trovano posti disponibili, ma i buongustai aspettano in piedi il loro turno di buon grado. Anzi l’attesa induce ad apprezzare, ancora più a fondo, una gioia riservata a chi lo spirito vivo e quella curiosità che è complementare sia al gioco che all’intelligenza.

 

Per informazioni, prenotazioni e biglietteria rivolgersi al signor… Pitte.

di Franco Bartalesi

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