“Ricoveri diminuiti? Non certo perchè la salute dei toscani sia migliorata”

Cara Redazione, è con vero sollievo che apprendo dal vostro giornale che le condizioni di salute dei toscani, e quindi anche le mie, sono migliorate al punto che i ricoveri ospedalieri, le cure e tutti gli annessi e connessi con la malattia sono ridotti in modo percentualmente rilevante.

 
Il sospetto lo avevo già avuto quando un anno fa sono spariti dalla gratuità per la mia patologia gli esami degli anticorpi, estremamente costosi, e la visita di controllo è passata dai tre mesi ai sei.

Sospetto confermato in occasione di due fratture spontanee che una volta avrebbero richiesto il ricovero, ora invece sarebbero bastati trenta giorni di day hospital per l’infusione di farmaci ma poi, mancando i posti-poltrona, si optò per una comoda cura domiciliare di semplici iniezioni di medicine non mutuabili che invece di trenta giorni durò un anno.

La certezza è arrivata qualche settimana fa: quando mi scadrà il piano terapeutico non riceverò più gli anticorpi monoclonali che faccio da più di dieci anni, passerò a farmaci “similari”, attenzione similari non generici identici!, che non sono uguali ma costano un poco meno.

Avranno considerato di certo che la salute dei toscani è migliorata abbastanza da fare anche questo cambiamento. Sono in attesa con timorosa gioia che la politica, invece dei medici, mi dichiari guarita della mia patologia cronica degenerativa e mi faccia sapere che da ora in avanti non avrò più bisogno di nulla.
 
Siamo migliorati? Deve essere vero davvero perché una mia carissima cugina, purtroppo morta, fu sottoposta ad un intervento, che una volta avrebbe richiesto chissà quanti giorni di ricovero, e invece dopo solo sette giorni di ospedale fu riaffidata alle cure amorevoli della sua famiglia, con le budella in mano, ma insomma tornò a casa sua dove poteva contare sulla assistenza qualificata del marito, pensionato delle poste, e sull’amore incondizionato delle figlie e dei nipotini, sebbene impegnate con il lavoro e le cure delle proprie famiglie.

Sì, va bene, ma che ci vuole ad andare tutti i giorni all’ospedale per la medicazione di una ferita riluttante e di una stomia che non vuole prendere il via e di una febbriciattola, ma poca, che non va via?

Sì, va bene, ma il marito che a quasi ottant’anni è già stato operato anche lui con le stesse modalità, eppure non è morto e ce la fa ancora, a stento ma ce la fa, il marito dicevo può portare da sè la moglie alle cure oncologiche del caso.
 
Sì, risulta anche a me che, se riusciamo a sopravvivere a tutto questo, la salute dei toscani è migliorata davvero.
 
Buona salute a tutti.
 
Lettera Firmata

 

di Lettera Firmata

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