La sola popolazione che cresce a Impruneta è quella dei topi che, negli ultimi anni, ha raggiunto livelli impressionanti. I topi non alloggiano più solo nelle cantine, ma occasionalmente compiono scorribande ai piani alti delle abitazioni (la mattina dell’11 c.m. se ne è presentato uno baldanzosamente nella mia cucina) e la notte questi roditori prendono possesso del Paese come testimoniano i pochi nottambuli sobri ch si avventurano per le strade.
E’ un problema serio per la salute: questi animali trasmettono tramite i loro escrementi, saliva e peli malattie gravi quali il tifo, la salmonella, la leptospirosi, il colera, la rabbia ed una trentina di altre patologie senza contare la peste, che malgrado l’opinione comune non è per niente debellata.
I topi prolificano laddove c’è abbondanza di cibo: un paese sudicio e pieno di immondizia è il loro habitat ideale ed in effetti Impruneta si avvia ad esserne il paradiso. A ciò contribuisce non solo la sciatteria della popolazione che butta a terra qualsiasi cosa con residui di cibo, ma anche la modalità della raccolta differenziata il cui calendario costringe gli abitanti a tenersi in casa sacchetti di rifiuti per un periodo che per i contenitori (di cibo) raggiunge la settimana.
I rifiuti restano per strada per ore sia perché il servizio non può raccogliere tutto d’un colpo, sia perché non sempre i Residenti possono depositare i sacchetti nell’arco dei 60 minuti fissati. I roditori nobn hanno nessuna difficoltà ad aprire i sacchetti e servirsi, sia nelle case che in strada.
La differenziata veramente efficiente viene effettuata dai Comuni che obbligano gli abitanti a tenere contenitori individuali o condominiali in plastica, dotati di Codici che misurano i rifiuti indifferenziati conferiti consentendo così di far pagare il servizio in funzione dell’effettivo utilizzo e che effettuano severi controlli sui rifiuti “irregolari”.
Per esempio, gli abitanti non residenti che pagano cifre spropositate per un servizio che utilizzano poco non si sentono certo invogliati a seguire le rigide norme della raccolta e nemmeno i sudicioni che non sono penalizzati dalle tasse, basse e fisse, come dice la nota catena di Supermercati.
Da notare inoltre che mentre i ristoranti devono seguire rigidi protocolli sanitari delle ASL e pagare tasse salatissime sui rifiuti, le moltissime iniziative di ristorazione improvvisata producono montagne di rifiuti il cui smaltimento veloce e proprio è perlomeno dubbio e, in ogni caso, a carico della collettività.
Sono però scettica che il nostro Comune sia in grado o voglia prendere i provvedimenti necessari per modificare le procedure di smaltimento e punire le cattive abitudini. Purtroppo non resta che invocare la pericolosa derattizzazione chimica sperando che, almeno per questa, il Comune abbia i soldi.
Forse, suggerisco, potrebbe distrarre i molti soldi stanziati per iniziative strampalate per il nostro Paese come i Sette soli e sette lune …..e milioni di topi!
di Maria Teresa Lombardini
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