martedì 2 Marzo 2021
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    “Vaccino anti Covid: a un 83enne il medico di famiglia ha detto che lo farà… il 28 giugno”

    "Se la sanità regionale pubblica non riesce ad approvvigionarsi dei vaccini necessari per tutelare i propri assistiti, significa che siamo condannati a morire. Approvvigionatevi sul libero mercato!"

    Un ottantatreenne di Firenze, lo scorso venerdi 20 febbraio, ha chiesto alla segretaria degli studi medici delle Cure, quando il suo medico di famiglia, dottor Guglielmo Bottai, aveva programmato di vaccinarlo contro il Covid?

    La risposta è stata: la sua vaccinazione è prevista per il 28 giugno, essendo lei il n. 109.

    Incredulo, ha chiamato direttamente il suo medico, il quale ha confermata che purtroppo facendo i conti, cominciando dai più anziani, a lui sarebbe toccato il 28 giugno.

    Ed ha aggiunto: “Mi danno sei (dico 6) vaccini la settimana, quando io sarei in grado di poter vaccinare 70/80 persone a settimana, completando la vaccinazione in due mesi, calcolando anche la seconda dose”.

    Tranquilli signori che leggete e garante della privacy, il dottor Gugliemo Bottai mi autorizzato espressamente a fare il suo nome.

    Ora, caro Governatore, mi permetto di ricordarLe che l’art. 32 della nostra Costituzione recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’indivuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La Legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

    Orbene, che rispetto è quello di impedire alle persone di tutelarsi, magari rivolgendosi alla sanità privata, e si costringe ad aspettare che al proprio medico di famiglia vengano dati i vaccini per tutelare i propri pazienti più a rischio.

    Se ci viene impedito di ricorrere alla sanità privata, rivelatasi molto più puntuale ed organizzata rispetto alla sanità pubblica e, quella regionale pubblica non riesce ad approvvigionarsi dei vaccini necessari per tutelare i propri assistiti, significa che siamo condannati a morire.

    Caro Giani, eri giustamente molto orgoglioso di come i toscani avevano risposto al tuo appello a votarti per assurgere a Governatore della Toscana, ma se abbandoni gli anziani e li condanni a morire in attesa di una vaccinazione, per la quale hai fatto un appello ai medici di famiglia, i quali hanno risposto … “che non hanno i vaccini” , hai tradito la loro fiducia o forse non ti interessa più di loro!

    Cari Governatore e assessore alla sanità, vi esorto a comprare i vaccini direttamente, pagando quello che il mercato chiede, anziché fare le pulci al prezzo, come ha fatto la Commissione Europea, e si facciano pagare ai cittadini, con le stesse modalità con le quali paghiamo il ticket sui medicinali, lasciandoci la speranza di morire per le nostre patologie e non per il Covid.

    Con osservanza.

    Vincenzo D’Isanto

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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