spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
lunedì 30 Gennaio 2023
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    “Vestiti usati: fra solidarietà, abbandoni e chi agisce in modo poco trasparente…”

    "Materiale che non andrebbe perduto ma rimesso in circolo, eliminando inquinamento ambientale e facendo diventare l'oggetto donato patrimonio per i meno fortunati"

    Buongiorno. Ho sempre sostenuto che la solidarietà sia uno dei valori fondamentali della nostra società italiana ed anche in particolar modo Toscana con associazioni ben radicate nel nostro territorio. 

    Insieme ad altre persone ed al supporto di un Circolo della zona abbiamo organizzato per molti anni eventi solidali e raccolte di abiti e vestiti (soprattutto per bambini) e consegnati personalmente (o spediti e con il controllo sul posto delle consegne) perciò è una questione a cui tengo particolarmente.

    Ci siamo anche imbattuti in associazioni che agivano in maniera poco trasparente, noi che abbiamo sempre cercato di operare all’insegna della pura e semplice solidarietà senza nessun scopo di lucro e senza vanto. 

    Per questo quando nei giorni scorsi ho visto in un quartiere fiorentino diversi metri di marciapiede (vicini ai cassonetti gialli noti per la raccolta di abiti, calzature ecc.) ricoperti di vestiti e scarpe in ottimo stato (alcuni ancora con cartellino) ho provato rabbia e indignazione.

    È sicuramente più semplice liberarsi del superfluo e gettare abiti e scarpe nei cassonetti o sacchetti dell’indifferenziato o dentro o vicino ai famosi cassonetti gialli di nota cooperativa invece di pensare e cercare persone a cui possono fare comodo e donarli così direttamente. 

    Ciò non andrebbe perduto e andrebbe rimesso in circolo, eliminando inquinamento ambientale e facendo diventare l’oggetto donato patrimonio per i meno fortunati. 

    Informandomi online ho notato che molte associazioni e cooperativa che si occupano dello smaltimento di tali “rifiuti” rivendono il materiale raccolto e solo il 20% viene impiegato per sostenere progetti solidali. 

    Personalmente credo che sia una percentuale molto esigua rispetto al ricavato della vendita di tonnellate di materiale che peraltro non ha un costo di acquisto ma è totalmente gratuito. 

    Cordiali saluti.

    Ilaria Borsieri

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

    Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

    Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

    Leggi anche...