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martedì 27 Settembre 2022
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    Dura accusa del Pdl: “Il consiglio comunale gestito in maniera… padronale”

    SAN CASCIANO – Una accusa velenosa, che forse dà anche un po' il via al clima della futura campagna elettorale in vista delle amministrative di maggio.

     

    E' quella che il gruppo consiliare del Pdl lancia verso il consigliere comunale dell'Udc Jacopo Borri, con tanto di… murale dedicato fuori dal palazzo del Comune. Ma non solo a lui: in mezzo al fuoco di fila ci sono anche il sindaco Massimiliano Pescini e il presidente del consiglio comunale Gianni Mazzei.

     

    Andando per ordine, si parte da una frecciata ai colleghi del centrosinistra: "Tanto gli importa di dare la "cittadinanza civica agli stranieri (anche se per pura demagogia, considerato il valore legale nullo) che neanche di disturbano ad essere presenti all'unica seduta del consiglio comunale del mese di ottobre. Per modificare lo statuto serve però il voto dei due terzi dei consiglieri…".

     

    "Ma il sindaco – proseguono – era impegnato in una riunione di un carrozzone sprecasoldi (la Società della Salute) e il consigliere dell'Udc, quasi mai presente alle sedute e scomparso ormai da mesi, pur se cercato al telefono dall'imparziale presidente era come il sindaco in ritardo".

     

    "Allora – dicono ancora quelli del Pdl sancascianese – la maggioranza ha deciso di non seguire più l'ordine del giorno concordato, e ha spostato gli argomenti a comodo suo, su e giù come sulla giostra, in attesa dei ritardatari".

     

    "Questi signori – prosegue l'accusa del gruppo di minoranza – hanno sistematicamente almeno raddoppiato i tempi degli interventi, sempre a comodo dell'imparziale presidente di maggioranza. Anche per quanto riguarda le domande d'attualità. La motivazione? L'atto è troppo importante perché il sindaco sia assente".

     

    "Perché gli altri atti – chiedono ironici – in cui si discute di tasse come la Tares che colpisce direttamente i cittadini sono meno importanti? Questa gestione a dir poco "padronale" del consiglio, che toglie valore democratico al consiglio stesso, ci ha costretti a un gesto clamoroso: abbandonare per protesta la seduta (anche se sappiamo benissimo che la cosa li lascia completamente indifferenti e che la parola democrazia se la tirano a proprio piacimento)".

     

    "Un consiglio comunale al mese – concludono – è impegno troppo gravoso per chi è stato eletto per fare gli interessi dei propri concittadini?".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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