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venerdì 14 Giugno 2024
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    Al G20 sull’agricoltura a Firenze, in mostra la meraviglia dell’EnoArte di Elisabetta Rogai

    L'artista, ormai pienamente sancascianese, esporrà dal 3 al 18 settembre in Sala d'Arme, a Palazzo Vecchio, i suoi lavori realizzati con il vino

    SAN CASCIANO – Il G20 sull’agricoltura che si svolgerà a Firenze, a presidenza italiana, è un appuntamento molto importante per il nostro Paese.

    L’agenda ruota attorno a tre pilastri: persone, pianeta e prosperità: dopo Trieste, Santa Margherita Ligure e Roma, la presidenza italiana del G20 ospiterà la riunione dei Ministri dell’agricoltura dei Paesi ospiti a Firenze, dal 17 al 18 settembre.

    Il G20 è un forum internazionale, composto da 19 Paesi e dall’Unione europea, che rappresenta le principali economie sviluppate ed emergenti del mondo.

    Insieme, i membri del G20 rappresentano l’85 % del Pil globale, il 75% del commercio internazionale e i due terzi della popolazione mondiale. Per le sue dimensioni e la sua importanza strategica, il G20 ha un ruolo cruciale nel definire il futuro della crescita economica globale

    Ed ecco che proprio nell’ambito del G20, a Firenze, verrà inseria la mostra “Territori, arte e cultura del vino” a Palazzo Vecchio. Dove sbarcherà l’EnoArte di Elisabetta Rogai, artista ormai sancascianese “adottata”.

    Strettamente connessa ai temi della riunione internazionale, la mostra di Elisabetta Rogai e la sua tecnica EnoArte aggiungono un tocco di arte e creatività al programma di incontri organizzati dall’associazione delle “Donne del vino”.

    E testimonia fino a che punto arte e vino possono incontrarsi, toccarsi e fondersi fino a diventare complici di un successo che, grazie alla poliedrica attività dell’artista, ha portato il nome di Firenze in tutto il mondo.

    Elisabetta Rogai e la Sala d’Arme: per un fiorentino Palazzo Vecchio non è solo la sede del Comune di Firenze e il luogo deputato della politica, ma anche il luogo delle grandi mostre, delle sale maestose.

    Come la Sala d’Arme che oggi, grazie alle opere dell’artista, si libera delle sue originali funzioni di deposito di armi e munizioni; diventando il palcoscenico ideale, dove la tecnica unica basata sul vino di questa artista fiorentino-chiantigiana, si intrecciano fino a confondersi e rispecchiarsi l’un l’altra in una magica alchimia espressiva.

    Storie antiche affascinanti, segreti e merlature guelfe, gli squilli delle Chiarine, stanze senza tempo, favole e realtà, la Rogai ha il potere di trasformare anche il ruolo del vino, dalla cantina alla tela esprimendolo con uno sguardo che indaga il territorio toscano, la prima mostra dopo la pandemia, come una rinascita.  

    Ma l’obiettivo della mostra è un progetto di riflessione sul passato recente, un “racconto” animato da una diversità di linguaggio, fatto di colori e materia, teso a instaurare un dialogo vivo col pubblico, quasi rassicurante.

    Parlando di figure di donne, di cavalli dalle lunghe criniere al vento, della maestosità dell’aquila, ritratti istanti emotivi di una mostra che parla del nostro territorio e dello sguardo di una artista autodidatta che ha imparato dal bello che ha visto intorno a lei.

    Immersi in un’atmosfera fiabesca, dove passato e presente condividono lo stesso spazio, i suoi soggetti preferiti, i cavalli, a cui è particolarmente legata dopo aver eseguito il Drappellone del Palio di Siena, figure di donne, racchiusi in eleganti e semplici forme che suscitano un magico incanto, cristallizzano e catturano lo spettatore.

    Negli spazi maestosi della Sala d’Arme, condivisi fra passato e presente, il Comune di Firenze, in particolare su input della vicesindaca Alessia Bettini, ha voluto mostrare il valore dell’arte nell’ambito del G20, rivolta al territorio e alle persone.

    Invito che rivolge con le opere della Rogai, che affrontano il tema della vita, della natura, dell’agricoltura, del vino, del territorio.

    Ora con ironia, ora con malinconia, ora con forza, talvolta frugando nella realtà, immergendosi nei sogni, una mostra che genera una interessante risposta dell’artista fiorentina sull’arte contemporanea dopo la pandemia.

    Ed è anche la dimostrazione che l’arte italiana è ritornata a mostrarsi ed è viva.

    Territori, arte e cultura del vino a Palazzo Vecchio

    L’Enoarte di Elisabetta Rogai – Mostra personale di Elisabetta Rogai

    Dal 3 settembre 2021 al 18 settembre 2021 (inaugurazione venerdì 3 settembre, ore 17.30)

    Sala d’Arme di Palazzo Vecchio – Piazza della Signoria, Firenze

    Ingresso libero – Orari: tutti i giorni 10-19 (giovedì 9-14)

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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