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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    Olivi protetti dalla mosca con le reti: i risultati dello studio scientifico

    Eseguito dal dottor Ruggero Petacchi dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna

    SANT'ANGELO VICO L'ABATE (SAN CASCIANO) – Partiamo dalla fine, ovvero dall'esito del campionamento eseguito dal laboratorio entomologico, per mano del responsabile scientifico dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, dottor Ruggero Petacchi.

     

    UN CAMPIONAMENTO CHE DA' RISULTATI TUTTI DA STUDIARE

     

    Campionamento eseguito per ottenere dati sull’infestazione da Bactrocera oleae o mosca dell’olivo in un oliveto del Podere La Castellaccia, a Sant'Angelo Vicolabate, dove si sta sperimentando una forma molto interessante di protezione dalla cosiddetta "mosca del'olivo".

     

    Infatti l’azienda, nel 2019, in completa autonomia, ha messo in atto una nuova tecnica di controllo della mosca, che prevede l’utilizzo di rete antinsetto per prevenire l’attacco delle drupe da parte dell’insetto fitogafo.

     

    L’area interessata da questo tipo di trattamento è un oliveto composto di circa 250 piante, disetanee, disposte su 10 file. Attorno ad esso sono presenti oliveti o meno a seconda dellle diverse direzioni cardinali.

     

     

    Ruggero Petacchi e Malayka Picchi hanno raccolto olive nel tratto con rete antinsetto, in un limitrofo gestito in regime di difesa integrata, e un terzo non trattato, definito “controllo”. In pratica, si legge nelle consluzioni del dottor Petacchi, "si è deciso di procedere nel campionamento che ha avuto il solo obiettivo di eseguire una fotografia della situazione relativa all’infestazione da mosca delle olive al momento della raccolta".

     

    Le olive sono state sottoposte ad analisi allo stereomicroscopico nel Laboratorio entomologico dei BioLabs per la qualità dell’infestazione.

     

    I DATI OTTENUTI

     

    Nell’oliveto protetto con rete antinsetto la mosca delle olive non è stata in grado di infestare le olive se non in misura pressoché irrilevante, "tenuto conto – si legge – della gravità dell’infestazione che nel 2019 si è verificato in Toscana e anche nell’area oggetto di campionamento".

     

    "I tre fori d’uscita del campione con rete antinsetto – si legge ancora – stanno a dimostrare che, durante le tre generazioni di mosca che si sono sviluppate da luglio in poi, solo pochi individui sono riusciti a superare in qualche modo la barriera rappresentata dalla rete stessa. L’efficacia delle reti anti insetto è confermato anche dalle tre olive con uova della generazione di mosca attualmente in corso che va confrontato soprattutto con le 28 olive con uova dell’oliveto B (trattato). La scarsa presenza di uova nel campione dell’oliveto C (non trattato) è probabilmente da mettere in relazione al fatto che le olive erano estremamente danneggiate (62 fori d’uscita) e l’insetto preferisce quindi ovideporre in olive in grado di supportare e sopportare potenzialmente lo sviluppo della larva. Come quelle dell’oliveto trattato che ha solamente 19% di fori d’uscita".

     

     

    "Come considerazione di ordine generale – scrive il professor Petacchi – la tecnica che prevede la protezione della produzione olivicola dall’infestazione della mosca delle olive con rete antinsetto si inserisce perfettamente tra quelle di tipo preventivo. Ovviamente mi rimane difficile andare oltre nel commentare la tecnica in quanto non condotta secondo rigorosa metodologia e quindi la inserisco tra quelle meritevoli di essere eventualmente sperimentate".

     

    Questi, infine, alcuni spunti di riflessione dati dallo stesso professore: "La convenienza economica, se confrontata con altre tecniche di tipo preventivo; la problematica della gestione della vegetazione durante i vari anni di accrescimento della pianta; la problematica dello sviluppo di altri insetti fitofagi al di sotto della rete, come il caso della Palpita unionalis (margaronia o tignola verde dell’olivo); la problematica dell’influenza che la rete antinsetto ha sulla fisiologia della pianta e sulle sue performance produttive".

     

    LA VISITA DIMOSTRATIVA

     

    Il campionamento e la successiva analisi del professor Petacchi sono arrivati a margine di una giornata in cui l'agricoltore e olivicoltore sancascianese Luigi Calonaci ha accompagnato agricoltori ed esperti del settore dell’olivicoltura in visita dimostrativa all’oliveto del Podere La Castellaccia.

     

    Con altri produttori, incuriositi e interessati a questa sperimentazione, c’è stata la possibilità di osservare e fare domande.

     

    Calonaci, insieme a Giuseppe Zecchi dell’azienda agricola di Fedi Antonella, si è messo a disposizione di tutti sul “campo” o meglio sui campi: uno già in produzione mentre l’altro, a poche centinaia di metri, è in fase di assetto.

     

    "A gennaio 2019 – ha raccontato Calonaci – abbiamo pensato di procedere all’installazione della rete a protezione dell’attacco della mosca olearia. Come possiamo vedere non c’è una produzione elevata ma soddisfacente e, cosa importante, a prima vista la mosca è rimasta fuori dalla rete".

     

    "Le reti anti insetto – ha proseguito nella spiegazione – sono state calate sugli olivi e chiuse a giugno, e non abbiamo fatto nessun trattamento. Altra idea è stato l’inerbimento mirato con una leguminosa, la Lupinella, che ha la capacità di portare via l’acqua nella fase primaverile, poi trinciata “dorme” fino a settembre. Nel periodo in cui l’olivo ha bisogno di portare via acqua la leguminosa non gli crea problemi". 

     

    Subito dopo il gruppo si è spostato nel nuovo appezzamento di terreno, sempre adibito a sperimentazione, dove sono state installate nel settembre 2019 nuove piante di olivo di varie qualità, in maggior parte Leccio del Corno e Maurino.

     

    Anche qui sarà possibile eseguire la raccolta con mezzi meccanici e, naturalmente, gli olivi saranno protetti con la rete antinsetto.

     

    La mattinata è poi proseguita con una conferenza nella chiesa di Sant’Angelo Vicolabate, grazie all’Associazione Sant’Angelo A.P.S..

     

    A conclusione i presenti hanno potuto fare una degustazione del nuovo olio del podere la Castellaccia e dell'azienda agricola La Costa, accompagnato da vino, pane di grani antichi e prosciutto. 

     

    In attesa, nei giorni seguenti, dei risultati dello studio: che, come abbiamo visto, sono incoraggianti.

    di ANTONIO TADDEI

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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