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lunedì 24 Giugno 2024
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    Carnevale Medievale, la lunga notte delle contrade: che ci svelano alcune anticipazioni

    A poche ore dalla sfilata i capicontrada rivelano in pillole i temi scelti. Le loro... carte vincenti

    SAN CASCIANO – Tutto pronto (o quasi) per il Carnevale Medievale Sancascianese, la manifestazione in costume che domani, domenica 31 marzo, farà salire sul palcoscenico della storia le pagine di vita medievale delle cinque Contrade di San Casciano.

     

    C’è attesa per la spettacolare rievocazione, promossa dalle Contrade Sancascianesi, dal Comune, Arca Azzurre Eventi, e Pro Loco.

     

    Nella lunga notte di Gallo, Cavallo, Giglio, Leone, Torre l’emozione sale vertiginosamente tra i laboratori creativi dei contradaioli.

     

    E’ in questi atelier artigianali che, grazie ai falegnami, alle sarte, ai fabbri, ai cittadini che si fanno attori, interpreti, ballerini, scenografi prendono vita la sfilata e le rappresentazioni teatrali con la partecipazione di un migliaio di cittadini, pronti a rileggere il Medioevo per le vie del centro storico.

     

    La macchina organizzativa delle cinque Contrade scalda i motori e i capicontrada, alla vigilia delle esibizioni, anticipano i loro punti di forza, gli assi nella manica con i quali vincere la sfida e aggiudicarsi la chiave della città.

     

    Per Alessandro Bandinelli, della Torre, sarà un gioco proprio del Medioevo ad ispirare la storia scritta dalla contrada.

     

    “Vogliamo trasmettere un messaggio universale – rivela – con una storia nella quale ognuno di noi possa identificarsi, cogliere la ricchezza dall’essenza delle piccole cose e vivere con consapevolezza senza avere paura del cambiamento e dell’altro”.

     

    Per Daria Ratano, alla guida della contrada del Gallo, il punto di forza dell’interpretazione è l’invito ad una riflessione sulla condizione umana e le sue diverse sfaccettature.

     

    “Affrontiamo il tema della violenza e della giustizia – fa notare – attraverso il vissuto di una donna condannata dall’ignoranza del suo popolo”.

     

    Martina Secci del Leone scommette tutto sul linguaggio dell’arte. “Racconteremo la vita di un grande artista – sottolinea – di un pittore medievale, dai primi passi alla maturità artistica, i nostri carri colpiranno per la dovizia di particolari e la spettacolarità”.

     

    Antonio Di Lorenzo del Cavallo, entusiasta del lavoro di squadra, rivela il tema scelto, la privazione della libertà vissuta sul fronte affettivo, relazionale che ha caratterizzato il Medioevo e i secoli a venire, “un tema che riteniamo di grande attualità e proponiamo con i nostri strumenti espressivi in cui un ruolo importante è affidato all’interpretazione”.

     

    Emilio Magazzini della contrada del Giglio punta “sugli aspetti artigianali e tecnici che hanno caratterizzato i nostri carri ma quest’anno vi stupiremo con una storia vera, interpretata da decine di bambini, che affascinerà per i risvolti legati alla contemporaneità, intendiamo festeggiare il decennale con la poesia di un’esibizione corale”. 

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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