CERBAIA (SAN CASCIANO) – C’è un legame profondo che lega genitori e figli. Più forte del tempo, degli anni, degli acciacchi, dei lutti.
E’ innegabile che sia così, con le infinite sfumature che ogni rapporto può avere.
Ed è forte, fortissimo, il legame che Fiorella Biancalani ha con la madre, Maria Lastrucci, e con il padre, Gino Biancalani.
La prima è venuta a mancare in questi giorni, a 89 anni, dopo anni di malattia che l’hanno messa a durissima prova.
Così come una durissima prova la dovette affrontare 63 anni fa, quando il suo Gino morì travolto dal proprio trattore. E la vita le si parò davanti senza il marito, con una figlia di appena tre anni.
Proprio Fiorella la vuol ricordare, e con lei il suo babbo: perché questi legami raccontano chi siamo. Come persone. Come famiglie. Storie personali comuni a tanti di noi.
“Il mio babbo – ricorda Fiorella – morì schiacciato dal trattore, dietro la parrocchia di San Giovanni in Sugana: provò a salvarsi attaccandosi a un fico, ma non ci riuscì”.
“E’ stato un militante sindacale, nella Cgil, durante la lotta per innalzare la percentuale di riconoscimento della mezzadria – tiene a dirci – Una presenza attiva in Camera del Lavoro e, allo stesso tempo, in chiesa, visto che era molto religioso. E lavorava, con il proprio mezzo, per il prete”.
Maria era nata a Montespertoli, ma era venuta a vivere a Cerbaia, dove ha chiuso il suo percorso terreno.
Potrete andare a salutarla oggi (fino alle 21-21.30 circa), sabato e domenica (dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 21-21.30 circa) nella Pieve vecchia, accanto al cimitero. I funerali si terranno lunedì 29 giugno nella chiesa di San Giovanni in Sugana.
“Fino a quando ho avuto 7-8 anni – racconta ancora Fiorella – anche quando il babbo non c’era più, siamo rimasti contadini del prete. Vivevamo lungo il San Giovanni, poi siamo tornati in paese e lei lavorava da casa: cuciva sandali, scarpe. E’ stata donna di servizio e babysitter, ha cresciuto bambini”.
“Ha lavorato tanto nella vita – tiene a dire – Ha fatto lavori pesanti, era la sua indole, le piaceva tanto stare nei campi, dove in pratica era nata: brucava anche tre quintali di olive al giorno, da sola”.
“Erano la sua passione gli olivi – conclude Fiorella – E’ andata a raccoglierle, le olive, da sola fino oltre 70 anni. Così, la cassa che ho scelto per lei sarà proprio di olivo”.
Sono tanti i ricordi che fluiscono alla mente quando un genitore di lascia. Fiorella ci saluta mostrandoci una lettera, della quale è rientrata in possesso alcuni anni fa, che è di una dolcezza infinita.
E’ il dicembre del 1941. Il suo babbo, Gino, frequenta la quarta elementare. Ai bambini viene fatto scrivere ai soldati al fronte.
Sono parole tutte da leggere, che ci raccontano quel bimbo che poi sarebbe diventato uomo, marito e padre. Morto purtroppo troppo, troppo giovane.
Parole che ci raccontano quei tempi (“… Anche io come balilla e piccolo soldato vorrei essere al tuo fianco…”) ma che commuovono nella loro semplicità: “… Ora termino di scrivere con la penna ma non col cuore…”.
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