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martedì 15 Giugno 2021
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    “Chiantissimo”: il centro storico di San Casciano esposizione a cielo aperto di arte contemporanea

    Un percorso inedito tra le vie del paese, dall'arena entro le mura alle tre torri del centro storico, il Teatro Niccolini, la Torre dell'orologio e la Torre panoramica del Chianti...

    SAN CASCIANO – E’ partito il viaggio di “Chiantissimo”, tra le otto installazioni, firmate da cinque giovani artisti (Antonio Barbieri, il duo Antonello-Ghezzi, Simone Gori e Matteo Nasini), che riscoprono la gioia della ripartenza nel Chianti con un dialogo culturale inedito, un ponte fatto di esperienze, forme, riflessi e luci che accostano passato e presente, arte e comunità, fuori e dentro le mura medievali di San Casciano.

    E’ “Chiantissimo”, il contenitore d’arte contemporanea, promosso dal Comune e dall’Associazione Accaventiquattro Gallery, curato da Davide Sarchioni.

    Un percorso inedito tra le vie del paese, dall’arena entro le mura alle tre torri del centro storico, il Teatro Niccolini, la Torre dell’orologio e la Torre panoramica del Chianti, agli spazi espositivi del Museo d’arte Giuliano Ghelli.

    “Per l’intera estate San Casciano diventa museo a cielo aperto – commenta il sindaco Roberto Ciappi – una sede deputata alla costruzione di nuove forme di linguaggio, diffuse e partecipate, dedicate all’arte contemporanea, in collaborazione con le grandi ville e aziende del nostro territorio”.

    Una seconda inaugurazione è stata organizzata anche per il duo Perino e Vele la cui opera “The end of second act”, che era stata alcuni anni fa esposta accanto al Teatro Niccolini (il famoso “elefante”), ha trovato una nuova collocazione temporanea lungo le mura di via dei Fossi, nell’ambito del festival “Chiantissimo”.

    Una “seconda pelle” dalle sembianze animali che interrompe la monumentalità dello spazio architettonico. “Chiantissimo” sarà visitabile per tutta l’estate, fino al 5 settembre.

    Le opere e gli artisti

    Il milanese Antonio Barbieri presenta “La natura delle forme (corallo)”. L’opera è posizionata all’interno dell’arena dentro le mura.

    Il progetto del giovane scultore si ispira al famoso libro Kunstformen der Natur (Le forme artistiche della natura) del 1904 che comprende una raccolta di 100 litografie e stampe autotipiche del biologo tedesco Ernst Hëckel, rappresentanti diversi organismi, sia vegetali, sia animali, molti dei quali descritti per la prima volta.

    Muovendosi liberamente tra le immagini colorate e le svariate forme naturali proposte dalle tavole di Hëckel, Barbieri ha elaborato un lavoro che nasce dalla personale ricerca formale tesa all’utilizzo di materiali poveri e tecniche appartenenti all’industria e alla progettazione tridimensionale.

    Ideata da Nadia Antonello e Paolo Ghezzi, coppia di artisti bolognesi che lavora insieme dal 2009, è “Shooting stars”, installazione posizionata sotto e sopra la Torre dell’orologio, in piazza Pierozzi, nel cuore storico di San Casciano.

    Nella creazione dell’installazione “Via libera per volare” gli artisti si sono ispirati alla favola di Gianni Rodari intitolata Il semaforo blu, tratta dal volume “Favole al telefono” pubblicato nel 1962.

    Il “via libera per volare” è costituita da un semaforo perennemente acceso, illuminato da una luce blu, collocato sotto l’arco di una delle vie più antiche e fruite dai cittadini, via Guarducci, detta anche via dello Sdrucciolo.

    “Shooting stars” è una lunga striscia led, collegata ad un link che cattura la caduta delle stelle cadenti. Il momento in cui la striscia led si illumina è il momento di esprimere un desiderio. L’opera vuole comunicare con chiunque abbia il coraggio di sognare.

    Il site-specific del fiorentino Simone Gori è la terrazza della Torre del Chianti, alta 34 metri.

    E’ sul punto più alto dell’esempio di archeologia industriale che è stata posizionata Somnium mundi.

    L’opera si compone di due figure in acciaio specchiato sovradimensionate rappresentate nell’atto di dormire, distese su un prato ricreato sulla terrazza. L’installazione crea una dimensione surreale, le figure riflettendo il cielo si tramutano in immagini divine, appartenenti ad un mondo onirico.

    “Nel dolce tempo” fa cadere giù dalla Torre del Niccolini una treccia tessile lunga 18 metri, costituita da 250 Km di filo di lana, realizzata con la collaborazione dei cittadini di San Casciano.

    E’ l’opera del romano Matteo Nasini, musicista e artista, che trae materia e ispirazione dal mondo delle fiabe. La dimensione fantastica e poetica del genere favolistico crea un dialogo intergenerazionale e conduce in un luogo sconosciuto, da scoprire e vivere con il linguaggio illimitato dell’arte installativa.

    Metafore ed elementi intuibili sono gli strumenti che consentono alla “opera-fiaba” di trasmettere un insegnamento morale e un valore etico: la necessità di tornare a sognare, a condividere emozioni, a valorizzare le occasioni di socialità, a sperare fiduciosi nel futuro.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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