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martedì 25 Giugno 2024
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    Murale della maggioranza di centrosinistra in replica agli attacchi dell’opposizione di centrodestra

    SAN CASCIANO – Un murale, affisso nelle rispettive bacheche di fronte al palazzo comunale di Casciano: rispondono così Sel e Partito democratico, con un documento congiunta di replica alle accuse del Pdl sancascianese (clicca qui per leggere l'articolo). Che ha definito la cittadinanza onorario che domani, alla Botte, verrà conferita ai bambini nati in Italia da cittadini stranieri, "una presa in giro, anche per gli stessi bambini".

     

    "Inutile – inizia così la replica di Pd e Sel – che il Pdl si nasconda dietro il mancato valore legale (lo sappiamo che purtroppo ancora, la nostra cittadinanza comunale non da alcun diritto), faccia i conti di quanto possano costare un centinaio di attestati (praticamente quasi nulla), rielabori il senso di un più ampio intervento consiliare riportando un virgolettato di quattro o cinque parole accusandoci di razzismo oppure si metta a disquisire sull’unità del centrosinistra arrivando addirittura a citare Nanni Moretti. Si dica chiaramente: c’è chi ha preferito abbandonare l’aula consiliare e sfogare su un murale tutta la sua rabbia contro questo simbolico abbraccio alle comunità immigrate per evitare l’imbarazzo di votare contro la nostra proposta e chi con uno chiaro atto politico ha lanciato ancora una volta un altro ponte verso l’integrazione".
     

    "La cerimonia del 2 giugno – proseguono – Festa della Repubblica, durante la quale i bambini nati in Italia da genitori stranieri del nostro comune e le loro famiglie potranno incontrare il nostro sindaco e il presidente del consiglio comunale e ricevere un semplice riconoscimento simbolico della loro piena appartenenza alla nostra comunità serve a stimolare il Parlamento per una riforma complessiva della legge di cittadinanza".

     

    "Quotidianamente – ricordano – in Italia avvengono, rimpatri forzati di ragazzi e ragazze nati e cresciuti in Italia, con motivi spesso banali o talvolta pretestuosi: costretti a "tornare" nel paese di origine che spesso non hanno nemmeno mai visto, lasciando in Italia tutta la loro vita, i loro affetti, il loro passato e il futuro che avevano davanti. E' nostro dovere tentare di fermare questa barbarie a partire dal basso, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, con atti simbolici e messaggi politici perché si agisca al più presto. Nel 2013, l’attribuzione di cittadinanza non può attendere la maggiore età, non può più basarsi solo ed esclusivamente sulla discendenza, sul cosiddetto “diritto di sangue”: ai bambini e ragazzi che studiano con i nostri figli, che aiutano la loro mamma o babbo ad assistere i nostri anziani vogliamo che sia concessa la possibilità di avere diritti e doveri di cittadino anche secondo il principio dello “ius soli”, per cui chi nasce in Italia è Italiano!".

     

    "Non è demagogia – replicano ancora – non è fumo negli occhi, non è che ci dimentichiamo di tante altre questioni concrete, non usciamo dalle nostre competenze: anche in periodo di crisi, anzi proprio per combattere la crisi vogliamo promuovere il senso civico, favorire la coesione sociale, scommettere su nuove risorse. Abbiamo una grande opportunità e per fortuna non siamo soli: abbiamo con noi il gran bel lavoro di integrazione del Forum Cittadini Insieme di San Casciano, in molte comunità locali siamo la maggioranza (Bagno a Ripoli, Borgo San Lorenzo, Greve, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Piero a Sieve, Signa, Tavarnelle)".

     

    E poi citano il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Sono convinto che i bambini e i ragazzi venuti con l'immigrazione facciano parte integrante dell'Italia di oggi e di domani, e rappresentino una grande fonte di speranza. La nostra è diventata una comunità nazionale nella quale i figli di immigrati contano non solo come numeri, ma anche per le capacità che esprimono. All'interno dei vari progetti di riforma delle norme sulla cittadinanza, la principale questione aperta rimane oggi quella dei bambini e dei ragazzi. Molti di loro non possono considerarsi formalmente nostri concittadini perché la normativa italiana non lo consente, ma lo sono nella vita quotidiana, nei sentimenti, nella percezione della propria identità”.

     

    "Le parole di Napolitano – rilanciano Pd e Sel di San Casciano – continuano poi con un importante insegnamento per i colleghi del Pdl: non esiste cittadinanza che ci si deve meritare, non è giusto fissare valori e abitudini su cui giudicare chi sta dentro e chi sta fuori, non può valere una sola cultura come metro dell’appartenenza civica".
     

    “È opportuno – sono ancora parole del presidente della Repubblica prese "in prestito" da Sel e Pd – tenere presente che i ragazzi di origine immigrata nella scuola e nella società sono non solo una sfida da affrontare, ma anche una fonte di stimoli fruttuosi, proprio perché provengono da culture diverse. E non deve preoccupare il fatto che la loro sia un'identità complessa, non necessariamente unica, esclusiva. L'importante è che vogliano vivere in Italia e contribuire al benessere collettivo condividendo lingua, valori costituzionali, doveri civici e di legge del nostro paese”.
     

    "Per noi insomma – concludono non senza una piccola provocazione riferita al caso-Ruby – contano la Costituzione, le leggi, i diritti e i doveri civici per essere cittadini italiani, anzi vogliamo che tutti li rispettino, anche nei confronti dei minori (e delle minorenni) stranieri!".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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