lunedì 28 Settembre 2020
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    Silvia e i suoi Jack Russel Terrier: “Il rispetto è la prima regola”

    L'allevatrice: "Tutto cominciò con Zoe e Otto e la loro cucciolata. Amore a prima vista. Ma guai a umanizzarli"

    CHIESANUOVA (SAN CASCIANO) – La passione per i cani l’ha sempre vista vivere insieme a loro ma da circa 15 anni questa passione si è trasformata in qualcosa di più.

    Silvia Betti ci racconta come tutto è iniziato e cosa significa per lei oggi essere un’allevatrice amatoriale di Jack Russell terrier.

    “Una quindicina di anni fa – ci racconta Silvia –  da un’amica mi innamorai di una bellissima cucciolata di Jack  Russell  terrier, in particolare di Zoe (dal greco vita), che volli con tutta me stessa e la portai a casa con me”.

    “Avevo però nel frattempo prenotato presso un allevatore un maschio della stessa razza – prosegue – e quando arrivò Otto, tra lui e Zoe fu subito amore a prima vista ed il loro legame portò tanta gioia in tutta la mia famiglia”.

    Come dice il nome stesso “terrier”, sono cani legati alla terra, sono cani da tana e come tali amano scorrazzare dalla mattina alla sera e per questa loro iperattività spesso erroneamente sono considerati cani ingestibili perché troppo agitati.

    In realtà questi cani se ben selezionati, ci spiega Silvia, possono sviluppare un buon equilibrio e diventare ottimi cani da compagnia ma anche da famiglia: “Con la prima cucciolata di Zoe ed Otto, iniziò la mia avventura di allevatrice amatoriale, voluta soprattutto per riuscire a tirare fuori il meglio da questa razza, perché potesse essere apprezzata ed amata da tante persone”.

    “Di questa cucciolata – racconta – tenni per me solo Ruby, una splendida femmina, una compagna di vita che mi ha lasciato l’anno scorso”.

    Il percorso è stato lungo ed impegnativo: tanto studio, tanta documentazione ed osservazione continua delle caratteristiche fisiche e caratteriali della razza che rendono oggi Silvia una profonda conoscitrice di questo tipo di cane.

    Dalla prima cucciolata di Zoe ed Otto, che erano cani “primitivi”, ovvero poco selezionati, il risultato ottenuto negli anni è stato quello di ottenere via via esemplari sia più belli esteticamente, più corretti posturalmente ma soprattutto più equilibrati caratterialmente e dunque più adatti a vivere con l’uomo.

    “I miei cani – puntualizza Silvia- sono testati sulle malattie della loro razza e soprattutto sul loro carattere ma oltre a questo una cosa importantissima che curo personalmente è la loro socializzazione, prima di darli alle persone.”

    “Come con i bambini – ci spiega Silvia – il cane va abituato al rispetto delle regole perché è necessario che il cane sappia dove dormire, come mangiare, quando può uscire per i bisogni. Questo sviluppa un senso della pazienza, del saper aspettare, quindi ad essere equilibrato e a non abbaiare  e capace di vivere in armonia con il padrone.”

    “Il padrone del resto non deve fare altro che amarlo e rispettarlo, perché il cane vive tutta la sua vita per il padrone – spiega –  Ma guai ad umanizzarlo: è e deve restare un cane.”

    Altro passo importante della socializzazione è lo stare non solo con la mamma ma con gli altri cani.

    Grazie allo spazio esterno della sua azienda agricola, Silvia si può permettere di avere sempre una ventina di cani e questo è importante per i cuccioli che via via nascono perché imparano dai più grandi il linguaggio dei cani: il “canese”, che instilla in ciascuno il senso di appartenenza al branco ed il rispetto per le gerarchie: “Dopo tutto questo da qualche anno partecipo anche alle esposizioni cinofile, in cui un giudice di gara – continua Silvia – stabilisce se le caratteristiche del cane corrispondono allo standard di razza”.

    “Affrontare il “ring” è stato difficile più per me che per i miei cani e non sono una patita di queste competizioni che faccio solo per avere un riscontro al mio lavoro”: La prima è stata Emily, due volte campionessa europea e campionessa di Georgia, Slovenia ed Azerbaigian. Poi è stata la volta di Tex, campione italiano ed internazionale, forse uno dei cani più amati da Silvia.

    Ora gareggia con Ulisse e Penny Pandora entrambi nati a Chiesanuova, di appena 16 mesi che hanno già ottenuto primi posti ed hanno già conseguito il C.A.C. (Certificato di attitudine al campionato) per poter partecipare al campionato italiano.

    “Ciò che ho imparato – conclude Silvia- è l’amore incondizionato di questi cani per il padrone. Credo nella loro capacità di fare spontaneamente pet therapy, soprattutto con i bambini e con gli anziani”.

    “L’ultimo ricordo di mio padre – si commuove – è l’immagine di lui che accarezza Emily e sorride”.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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