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martedì 21 Maggio 2024
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    Furti ripetuti nel Chianti fiorentino: i consigli degli “esperti di allarme”

    Dopo i casi dei giorni scorsi siamo andati a informarci sulle modalità di intrusione. E su come fare a... scoraggiarle

    SAN CASCIANO – Sono stati (e sono) giorni tesi nel Chianti fiorentino. Con ripetuti furti in appartamento: a San Casciano ad esempio, fra capoluogo e frazioni, sono state giornate molto pesanti.

     

    Si è iniziato con il "faccia a faccia" fra il padre del padrone di casa e il ladro, nella zona di Montopolo; per proseguire con il furto dell'altra notte in viale Fratelli Rosselli (zona Bardella), oppure per le due case confinanti, "visitate" verso l'ora di cena di sabato 3 febbraio a Montefiridolfi.

     

    Per non parlare dell'anziana ultranovantenne, derubata in casa sua a Tavarnelle, nel centro del paese, da tre ladri che sono entrati mentre stava riposando, strappandole pure l'orologio dal polso.

     

    Insomma, come accade spesso in questi casi, si va a "ondate", con le conseguenti preoccupazioni e arrabbiature.

     

    E se da un lato le forze dell'ordine continuano nel loro lavoro sul territorio, purtroppo molto vasto e difficile da controllare, proseguendo anche nella loro opera di convincimento dell'importanza della prevenzione, siamo andati proprio a parlare con chi di prevenzione dei furti si occupa tutti i giorni.

     

    A Luigi Petrosino e Riccardo Minghetti, titolari di Chiantiallarmi, azienda sancascianese che si occupa di sicurezza domestica e industriale, chiediamo quali possono essere i metodi più efficaci per "scoraggiare" chi individua nella nostra casa un obiettivo.

     

    "Partiamo dalle cose più semplici – esordiscono – L'importante è far percepire che in casa c'è presenza. Quindi lasciare qualche luce accesa non guasta mai: ci sono anche sistemi automatici o da remoto per la gestione dell'illuminazione".

     

    Parliamo invece di sistemi di allarme: "L'impianto deve essere per prima cosa un deterrente visivo, vedere la sirena, la telecamera, danno un significato di ambiente protetto".

     

    "Inoltre – proseguono – quando entra in funzione e suona allerta il vicinato, facendo capire immediatamente al ladro di essere stato scoperto. Che viene in pratica "invitato" a uscire di casa".

     

    Come entrano nelle nostre case? "Gli scassi sugli infissi meno a vista è una delle metodologie più applicate. La classica finestra sul retro, dove c'è una grondaia, un albero. Sono silenziosi perché utilizzano trapani a mano o a batteria. Non si scoraggiano neanche dele altezze, arrivano tranquillamente a quarti e quinti piani".

     

    Quindi serve una protezione su porte e finestre. " In modo complementare – spiegano ancora – e dove è possibile, fare anche una copertura anti-avvicinamento sull'esterno".

     

    "Quello che possiamo dire in sintesi – concludono Petrosino e Minghetti – è che comunque un controllo sociale che funziona, in cui nessuno si gira dall'altra parte, sia per segnalare un mezzo sospetto o affacciarsi alla finestra se suona un allarme, è sempre la base da cui partire. Se su questa si inseriscono sistemi anti intrusione e preventivi, certo possiamo rendere ai ladri… la vita più dura".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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