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martedì 27 Settembre 2022
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    Incontro con Giuliano Ghelli, celebrato fino al 6 dicembre con la personale in consiglio regionale

    SAN CASCIANO – Giuliano Ghelli, che il Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico Cristina Acidini ha definito “figlio della Toscana”, è celebrato dalla Regione Toscana fino al 6 dicembre con una mostra antologica per festeggiare i suoi “50 anni in viaggio tra pittura e scultura”, a Palazzo Panciatichi di via Cavour a Firenze (sede del cConsiglio regionale della Toscana). 

     

    Un viaggio attraverso la sua lunga carriera artistica, riconosciuta in Italia e all’estero, che ha schiette radici locali, che sprofondano in quella campagna toscana, di cui è sempre stata pervasa la sua vasta produzione artistica.

     

    Nato a Firenze, Giuliano Ghelli, che vive e lavora da tanti anni a San Casciano, porta alto fin dagli esordi il nome della Toscana nel mondo. E la Toscana lo ha voluto festeggiare insieme a tanti amici con questa bella mostra, che ripercorre in sintesi tutte le tappe espressive di pittore e di scultore.

     

    Ha esordito negli anni ’60 a Firenze nella Galleria di Fiamma Vigo, crogiuolo di cultura e punto d’incontro di molti artisti e intellettuali del tempo. Dopo una prima fase che guarda all’informale, nel 1974 pubblica “Il portapaesaggi”, un libro di disegni con il testo del noto critico fiorentino Lara-Vinca Masini, e firma un contratto con la Galleria Sangallo di Firenze di Marcello Secci, approdando quindi a una visione figurativa del suo pensiero artistico.

     

    "Vivere di pittura – dice Ghelli – era come essere pagati per essere felici!". E ancora: "La pittura mi dà ogni volta una particolare sensazione di felicità: dipingere è un mestiere felice".

     

    Ed è proprio la felicità il fulcro dell’arte di Ghelli, il tema ricorrente di un linguaggio espressivo energico e profondo, che tocca l’anima ad ogni pennellata. Ghelli infatti narra di un mondo felice e gioioso, attraverso una tavolozza smagliante di colori e temi da sogno, di un suo personalissimo percorso interiore.

     

    "Voglio ricordare – sottolinea Sandra Stanghellini, direttrice artistica della mostra e al fianco di Ghelli da anni – la nostra recente creatura di cui andiamo fieri, la Fondazione Giuliano Ghelli con sede nel Castello di Poppi, che compie cinque anni e che ha lo scopo di aiutare i giovani artisti e di portare le arti nelle scuole. Nel castello è inoltre visitabile una collezione permanente di Giuliano, i cui genitori erano di Poppi, dove ripercorrere tutte le sue fasi espressive".

     

    La mostra di Palazzo Panciatichi, che ripercorre le varie tappe dell’operato del maestro e allestita amorevolmente da Sandra, rappresenta un tributo dovuto a un artista toscano che porta alto il nome della Toscana nel mondo e che ci onora, che culminerà il 6 dicembre, giorno della chiusura dell’esposizione, con il conferimento all’artista del Gonfalone d’Argento.

    di Cecilia Barbieri

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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