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lunedì 26 Settembre 2022
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    “I Pellegrini Mercatalini” stanno restaurando il tabernacolo sul quale sparò un soldato tedesco

    E' al Cigliano, a San Casciano. Abbiamo seguito le prime fasi del lavoro di questo gruppo di amici con la passione del recuperare e tutelare la nostra memoria. Con un duro lavoro

    SAN CASCIANO – Nel settembre 2013 eravamo andati alla ricerca di un tabernacolo dopo avere appreso dal maestro Enzo Matteuzzi, appassionato di storia locale (in particolare quella che riguardava la parrocchia di Santa Maria ad Argiano, Bardella, Gentilino e Cigliano), di un episodio avvenuto alla fine della seconda guerra mondiale.

    Quando un soldato tedesco, accecato di rabbia, impugnando una pistola sparò contro un tabernacolo nella vallata del Cigliano, poco distante da una casa colonica chiamata “Molinuzzo”, lasciando impressi i colpi sparati sull’immagine della Madonna e sul tabernacolo.

    Il maestro Matteuzzi ci riferì che davanti a quell’immagine in molti si soffermavano per pregare. E, in occasione delle “rogazioni”, la benedizione della campagna, i fedeli vi sostavano durante le processioni.

    Che partivano da Argiano recandosi alla chiesa di Santo Stefano a Petriolo, per poi discendere in mezzo al bosco, attraversare il borro della Suganella, per finire alla chiesa di San Bartolomeo a Faltignano.

    Torniamo al 2013, quando ci mettemmo alla ricerca di quel tabernacolo. Quando finalmente lo individuammo, si presentò in parte crollato e avvolto da una folta vegetazione.

    Ci sembrò giusto liberarlo e riportarlo alla luce, con la speranza che qualcuno di buona volontà si impegnasse poi a far sì che non andasse perso per sempre.

    Sono passati sette anni ed ecco che si è fatto avanti un gruppo di amici, “I Pellegrini Mercatalini”.

    Che non si limitano solo a fare trekking, ma anche a scoprire il nostro passato da salvare, tanto che hanno già portato a buon fine molti dei loro obiettivi.

    Dopo un primo sopralluogo è stato chiesto il consenso ai proprietari del terreno, che ben volentieri hanno aderito all’iniziativa; contribuendo anche nel trasportare con un trattore tutto il materiale necessario per il restauro.

    Abbiamo seguito “I Pellegrini Mercatalini” nelle prime fasi, condividendo con loro la fatica, la passione, il gusto dello stare insieme. Tutto questo senza chiedere un euro.

    Ecco allora la ripulitura dalla vegetazione, il recupero dei mattoni e sassi crollati e la partenza per il consolidamento.

    Durante questa prima fase è saltata fuori anche una scritta lasciata durante il tempo della pandemia: su un mattone del tabernacolo traballante, è stato inciso “La peste 2020” con tanto di firma.

    Speriamo sia un ultimo gesto e che il prossimo sia solo di poter deporre un fiore.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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