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lunedì 27 Giugno 2022
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    Il cardinale Ernest Simoni è tornato in visita alla parrocchia di San Donato a Chiesanuova

    Vi era già stato nel marzo scorso, è tornato dopo averlo promesso ai fedeli: la preghiera in mezzo agli olivi, fuori dalla chiesa

    CHIESANUOVA (SAN  CASCIANO) – Sabato 28 maggio, Solennità dell’Ascensione del Signore, il Cardinale Ernest Simoni, si è recato per la seconda volta a distanza di poco più di due mesi in visita alla parrocchia di San Donato a Chiesanuova, dove è stato accolto da tanti fedeli.

    Che nella precedente visita, lo scorso 19 marzo, avevano espresso il desiderio di rincontrarlo nuovamente. Recentemente era stato anche a San Pancrazio.

    Padre Ernest è stato accolto dalle massime autorità cittadine: dall’assessore Moreno Cheli che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, dal comandante della locale Stazione carabinieri Mirko Rugi e dal parroco don Cristian Comini.

    Che ha salutato il prelato con queste parole: “E’ sempre una grande gioia ed un onore eminenza averla qui tra noi tra i suoi molteplici impegni del suo instancabile apostolato, sappiamo che non ama parlare della sua vita e del calvario vissuto all’ombra della Santa Croce, ma per noi la sua vita totalmente spesa alla luce del Vangelo è motivo di sprone per vivere in fedeltà alla sequela del Signore”.

    Il cardinale giungendo in chiesa ha recitato il Santo Rosario in ginocchio davanti all’esposizione solenne del Santissimo Sacramento, non sottraendosi alle fatiche dell’età; al termine ha presieduto la solenne Santa Messa vespertina animata dal coro parrocchiale, recitando al termine la preghiera di San Michele Arcangelo del Santo Padre Leone XIII.

    All’esterno nel giardino parrocchiale il Cardinale, tra gli olivi, con semplicità apostolica con la sua grande forza della fede che ha caratterizzato tutta la sua vita, ha incontrato personalmente tutti i fedeli.

    Il segretario, Cav. Vieri Lascialfari, ha raccontato i tratti salienti dell’esemplare vita del porporato che hanno portato il Santo Padre Francesco a definirlo “Martire Vivente” ed a rivestirlo della Porpora cardinalizia ormai poi di 5 anni fa.

    Padre Ernest è conosciuto in tutto il mondo quale testimone di pace e perdono che ogni giorno della dura ed ingiusta prigionia, ha sempre donato al presidente d’Albania, ai carcerieri e a tutti coloro, che con ogni mezzo lo umiliavano e perseguitavano.

    All’età di 10 anni nel settembre del 1938 iniziò la sua formazione nel Collegio il Serafico di Scutari, dove vi restò fino alla soppressione degli ordini religiosi ed all’uccisione dei superiori, accusati ingiustamente di voler organizzare una sommossa contro il regime dal dittatore Enver Hoxha, il quale per costituzione dichiarò l’Albania il primo stato del mondo ateo.

    Il suo motto era: ”Se non estirpiamo il clero cattolico non avremo mai la vittoria”.

    Dopo tre anni di durissimo servizio militare don Ernest riuscì a diventare sacerdote dopo gli studi clandestini, arrestato poi nel 1963 e condannato a morte, pena poi commutata nel carcere a vita per 28 anni tra prigionia, lavori forzati nelle miniere nei campi di concentramento e nelle fogne di Scutari.

    Fu liberato definitivamente nella primavera del 1991, riprendendo con forza il suo apostolato nel nord dell’Albania, sempre disponibile al servizio dei fedeli e del prossimo da aiutare che bussava alla sua canonica, ricostruendo con i pochi sacerdoti sopravvissuti la Chiesa d’Albania che era stata duramente piegata dalla dittatura del regime.

    Queste le parole del Cardinale: “Con viva gioia, ringrazio il Signore per essere nuovamente quest’oggi tra voi in questa Solennità dell’Ascensione del Signore, sono trascorsi 40 giorni dalla Santa Pasqua dove abbiamo potuto assaporare il nucleo della fede cristiana: Cristo morto e risorto e apparso ai suoi apostoli ed essi hanno testimoniato fino agli estremi confini della terra fedeli alle parole del Redentore: Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Il Signore è vivo, glorioso ed oggi come professiamo nel Credo: E’ salito al cielo e siede alla destra del Padre“.

    “Insieme inginocchiati ai piedi della Santissima Madonna – ha proseguito – abbiamo pregato al termine di questo mese di maggio a lei dedicato, Chi confida in Maria non sarà mai deluso come amava ripetere San Giovanni Bosco. E’ vero invochiamo e confidiamo in Maria con fiducia, la quale intercedendo verso il Suo Divin Figlio Gesù, ha ottenuto ed otterrà sempre grazie particolari e prodigiose”.

    “Volgi a noi oh Maria il tuo materno sguardo – ha concluso – a noi pellegrini e sostienici in questo esilio terreno proiettati all’ultimo giorno, per così meritare e godere del premio della vita eterna e possedere il Regno dei Cieli preparato dal Signore”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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