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mercoledì 5 Ottobre 2022
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    “Fondamentale per me vivere qui. Oggi però quando torno lo trovo un paese un pò spento…”

    MERCATALE (SAN CASCIANO) – Lo chiameremo solo Franceskino Dj (con la "k"), senza mettere né nome, né età. Del resto per chi, come lui, lavora nel mondo dello spettacolo… il mistero fa audience.

     

    Scherzi a parte è davvero un piacere incontrare questo mercatalino istrionico, che ogni anno torna a casa per una sera conducendo l'esilarante "Mercatalent" che porta in piazza personaggi davvero… particolari.

     

    Franceskino Dj… Da Mercatale all'etere: raccontaci come è nato il tuo percorso artistico e professionale.

    "Iniziai proprio a Mercatale all'Mcl (il "mio" circolo da sempre) a mettere musica. Poi le feste nelle ville e castelli introno; e poi i primi locali a Frenze. Meccanò e Central Park. Nel frattempo entrai nel mondo del Latino-Americano al "Music Store" di Scandicci, gestito da Gheri Guido. Che dopo un breve rapporto di lavoro mi propose (visto che ero, come diceva sempre lui, sveglio e frizzante) di entrare a Radio Studio 54 con un programma tutto mio".

     

    Appunto, lo sbarco… nell'etere…

    "Da lì, era il 2000 è partita tutta quella piccola carriera, se così si può chiamare, che mi ha portato fino ad oggi. La radio, e oggi anche la Tv, sono le mie occupazioni principali ma che vanno di pari passo alle serate. Quindi le mie giornate si suddividono in radio e tv di giorno, serate e presentazione, eventi, la notte".

     

    E dormire?

    "Ecco, appunto. Diciamo che cerco di toccare il materasso almeno tre ore a notte. Sto migliorando piano piano".

     

    Raccontaci i tuoi progetti per il futuro.

    "Non ho mai progettato molto il mio futuro, non per mancanza di obiettivi o di ambizione personale, ma solo perché vorrei semplicemente continuare a pagarmi l'affitto con questo lavoro, che amo molto e che ho lottato tanto per farlo diventare tale. Insomma, vivere con quello che so fare. I' grullo. Non mi sembra poco no…?".

     

    Hai un modello di riferimento? Un sogno nel cassetto?

    "Il mio modello radiofonico è sempre stata la coppia Arbore-Boncompagni per il loro umorismo senza senso. Mi sono talmente ispirato a loro da creare il mio programma radiofonico nel 2005 assieme al Gatto, mio "socio" con il quale tornerò presto a lavorare su Radio Rosa, di nome "Manikomio 54". Che senza presunzione, è stato ed è oggi uno dei programmi piu seguiti in Toscana nella fascia pomeridiana".

     

    Cosa ti ha lasciato infine l'aver vissuto la tua infanzia e adolescenza in un paese come Mercatale?

    "Vivere a Mercatale è stato fondamentale per quello che ho fatto poi nella vita e nel lavoro. Tanti spunti per i personaggi o scenette e sketch li ho presi proprio da personaggi reali di paese, con i quali sono stato a contatto per tutta l'adolescenza. Oggi tornarci mi mette un po' tristezza. Lo trovo diverso, spento e tranne per pochi eventi, privo di vita e di iniziative. Per fare un finale da filosofo insomma… credo che l'unica cosa che sciupa un po' tutti noi è il sentirsi sempre in dovere di prendere la vita sul serio e di prendersi troppo sul serio.  Quando basterebbe farsi un paio di risate al giorno per dare una sfumatura di colore già diverso alle nostre giornate".

     

    Insomma, la risata è terapeutica…

    "Almeno provarci dai. Di questi tempi c'è veramente poco da ridere, lo so. Ma quando trovo persone nelle serate che presento che, nonostante situazioni personali difficili (lavoro, salute e famiglia) riescono a stare davanti al mio microfono a farsi prendere (e a prendermi) in giro, allora lì penso che un giorno vorrei essere proprio come loro…".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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