domenica 5 Luglio 2020
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    La grande festa per i 100 anni del Proposto Emerito di San Casciano, don Renzo Polidori

    L'arrivo a San Casciano il 15 marzo 1960: "Con un corteo numerosissimo all’inizio del viale Corsini. E col suono della banda Oreste Carlini arrivai alla Propositura stracolma di gente”

    SAN CASCIANO – “Don Renzo è un uomo fedele alla sua vocazione e ha condiviso la sua missione con Gesù. E’ un prete che vive donandosi a Cristo”.

    Sono queste le parole che, durante la Santa Messa di domenica 28 giugno, ha pronunciato il cardinale di Firenze Giuseppe Betori in occasione dei festeggiamenti dei 100 anni del Proposto Emerito don Renzo Polidori.

    In una Collegiata di San Cassiano che ha potuto contenere solo 107 fedeli, a causa delle normative in vigore per la pandemia, ma che ha visto un’altra parte di fedeli fuori dalla Propositura e all’interno del cinema Everest, anche qui con le dovute distanze tra persone.

    Una grande festa per don Renzo, iniziata fin dalla mattina quando nella sua casa sono stati indirizzati pensieri, fiori e vari regali.

    È stata una Messa solenne, alla quale hanno partecipato tutti i sacerdoti della Diocesi.

    E in particolare alcuni dei sei sacerdoti sancascianesi, tornati per fargli festa: “Il dono più bello che il Signore ha fatto alla nostra parrocchia negli anni del mio Ministero” ha sottolineato don Renzo.

    Don Marco Calamandrei, don Fabrizio Poli che da poco è venuto a mancare, don Alfredo Iacopozzi, don Luciano Marchetti, don Marco Fagotti e l’attuale proposto don Massimiliano Gori.

    Bravissimi i componenti del coro della Propositura che hanno accompagnato la Santa Messa con canti e musica sacra, tra questi il maestro violinista Massimo Nesi.

    Presenti anche il sindaco di San Casciano Roberto Ciappi, l’assessore alla cultura Maura Masini, il comandante della Stazione Carabinieri e il comandante dei carabinieri forestali.

    Alla fine della cerimonia è stato don Renzo a prendere la parola, ripercorrendo in breve gli anni della sua vita. Partendo dalla nascita a Barberino di Mugello, da Eugenio Polidori e Flora Pratesi.

    “Sono nato in quella terra alpestre del Mugello – ha detto don Renzo – patria di Giotto e del Beato Angelico. Un paese assai povero, fatto di boschi e calzolai”.

    L’ingresso in seminario all’età di dodici anni, ordinato sacerdote dal cardinale Elia Dalla Costa il 25 giugno 1944, il primo anno del ministero lo svolge nella parrocchia d’origine.

    Nel 1945 fu mandato come vicario nella Pieve di Santo Stefano in Pane dov’era parroco il Servo di Dio, monsignor Giulio Facibeni.

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    Nell’agosto 1947 fu inviato parroco a Santo Stefano a Cernetole, nel comune di San Piero a Sieve. Nel gennaio 1956 fu trasferito a Barberino Val d’Elsa, per poi arrivare a San Casciano il 15 marzo 1960, accompagnato da un pullman di barberinesi.

    “L’ingresso fu assai solenne – ha ricordato – si formò un corteo numerosissimo all’inizio del viale Corsini. E col suono della banda Oreste Carlini arrivai alla Propositura stracolma di gente”.

    Da allora a oggi sono state davvero tante le cose che don Renzo ha fatto per la parrocchia: la ristrutturazione della chiesa, il restauro della casa canonica, il rialzamento del campanile inaugurato e benedetto dal cardinale Silvano Piovanelli l’8 dicembre 1998.

    L’idea di realizzare il primo Museo Vicariale di Arte Sacra, oggi Museo Giuliano Ghelli. A mano a mano che la campagna si spopolava, così come i parroci delle varie chiese, in qualità di Vicario Foraneo, don Renzo mise al sicuro tutti gli oggetti d’arte e gli arredi sacri che trovò nelle chiese dove veniva meno la presenza del parroco.

    Con il benestare della Curia, custodì nella sua casa molte di queste opere, mentre altre furono raccolte a Firenze.

    E se in un primo tempo la Diocesi avrebbe voluto riunirle tutte in un grande Museo Diocesano a Firenze, don Renzo si oppose: “Perché volevo che questi tesori rimanessero nel nostro territorio. E fu così che mi venne l’idea di fare un Museo del Vicariato, come sede scelsi la chiesa di Santa Maria del Gesù, o del Suffragio. Non era giusto che il nostro territorio fosse privato di queste bellezze che ci hanno lasciato la fede e la devozione dei nostri antenati”.

    Gli organi della Soprintendenza delle Belle Arti furono disponibili alla collaborazione, in particolare il merito fu della dottoressa Rosanna Caterina Proto Pisani. Il Museo fu inaugurato nel 1989.

    Ma non possiamo dimenticare la sorella di don Renzo, Gabriella, che ha dedicato la sua esistenza alla chiesa e a suo fratello.

    Gabriella aveva delle mani “d’oro”, tanto che con la sua pazienza e grande perizia, ha restaurato tutti i parati sostituendo le parti della stoffa lacerata, i galloni sfilacciati, ha ricamato casule, paliotti, conopei, pendagli per amboni, veli omerali, copripisside e tante altre cose.

    “Forse il dono più bello che Dio mi ha dato è stato quello di mettermi accanto per lunghi anni mia sorella Gabriella – ha detto ancora don Renzo – che mi ha lasciato il 24 novembre 2012 per andare in Paradiso”.

    Questa in breve è stata una parte della vita di don Renzo Polidori, che a conclusione della cerimonia ha salutato così i presenti: “Non so ancora per quanto resterò tra voi, ma vi saluto tutti con amore e vi aspetterò in Paradiso!”.

    Dopo la Santa Messa la cena al circolo Acli insieme al cardinale, i sacerdoti e parte dei fedeli, che con un abbraccio virtuale hanno fatto gli auguri al loro Proposto Emerito.

    Terminiamo con una curiosità che in pochi sanno: nelle finestre del presbiterio della Propositura si trova una vetrata con lo stemma del cardinale Ermenegildo Florit; e l’altra lo stemma di don Renzo Polidori, in ricordo del restauro della Propositura Collegiata di San Cassiano.  

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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