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giovedì 30 Giugno 2022
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    La visita del cardinale Ernst Simoni a Chiesanuova: colui che Papa Francesco definì “Martire Vivente”

    Quando era sacerdote in Albania condannato per ben tre volte a morte. Pena commutata in quasi 30 anni di prigionia, tra lavori forzati, nei campi di concentramento, nelle miniere e nelle fogne di Scutari

    CHIESANUOVA (SAN CASCIANO) – Sabato 19 marzo, per la Solennità di San Giuseppe, il cardinale Ernest Simoni si è recato in visita alla parrocchia di San Donato a Chiesanuova, accolto dal parroco don Cristian Comini e dalle massime autorità locali.

    Dal sindaco di San Casciano Roberto Ciappi, dal comandante della polizia municipale Massimo Zingoni, dal comandante della Stazione carabinieri maresciallo Mirco Rugi, dal governatore della Misericordia Marco Poli e da tanti fedeli.

    Il cardinale, ormai trasferitosi nell’Arcidiocesi di Firenze da più di cinque anni, fu definito da Papa Francesco “Martire Vivente”, ad oggi unico testimone vivente del clero di Albania della persecuzione del dittatore Enver Hoxha il quale, per costituzione, dichiarò l’Albania il primo stato ateo del mondo.

    Il dittatore condannò per ben tre volte a morte il sacerdote albanese, pena poi commutata in quasi 30 anni di prigionia, tra lavori forzati, nei campi di concentramento, nelle miniere e nelle fogne di Scutari.

    Il Santo Padre, dopo aver incontrato l’allora don Ernest, e aver ascoltato la testimonianza della persecuzione della Chiesa di Albania, al termine del viaggio apostolico tra il popolo schipetaro nel settembre 2014 rientrando a Roma, con queste parole durante la conferenza stampa, definì la sua commozione nell’aver incontrato don Simoni: “Sentire parlare un martire del proprio martirio, è forte! Credo che tutti noi che eravamo lì, eravamo commossi: tutti. E quei testimoni parlavano come se parlassero di un altro, con una naturalezza, un’umiltà. A me ha fatto bene, questo!”.

    Il cardinale è conosciuto in tutto il mondo autentico testimone di pace e perdono; pace e perdono che ogni giorno della dura ed ingiusta prigionia, ha sempre donato al presidente d’Albania, carcerieri e a tutti coloro, che con ogni mezzo lo umiliavano e perseguitavano.

    Per la sua esemplare vita e le angherie subite, ha ricevuto riconoscenze e premi internazionali, tra cui “Il Sigillo della Pace” la più alta onorificenza di Firenze, consegnata dal sindaco Dario Nardella a Padre Ernest, nel 90esimo anno di età.

    “Con viva gioia, sono quest’oggi giunto a Chiesanuova, tra le bellissime colline di San Casciano nella Solennità di San Giuseppe – queste le parole del Cardinale – perpregare con tanti fedeli di questa bella e viva comunità, in modo particolare per la pace nel mondo e nella martoriata Ucraina”.

    “San Giuseppe – ha ricordato – sposo della Beata Vergine Maria, padre putativo del Signore Gesù e patrono della Chiesa universale, interceda verso il suo unigenito figlio e donare l’implorata pace, liberando il mondo dall’oppressione di ogni guerra. San Giuseppe, Uomo giusto per eccellenza, illumini i governanti, affinché spronati dal suo esempio possano ritrovare la fraterna riconciliazione e la concordia”.

    Al termine della Santa Messa il cardinale, prima di lasciare la Parrocchia, ha incontrato i fedeli presenti e si è soffermato in preghiera davanti alla statua della Vergine Maria, collocata nel giardino della canonica, a ricordo della visita del porporato a Chiesanuova.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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