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sabato 15 Giugno 2024
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    La vita straordinaria di Margherita Hack diventa uno spettacolo: in programma oggi al Teatro Niccolini

    Le autrici Giovanna Maria Carli e Tiziana Giuliani: "Portiamo in scena la donna, prima di tutto, libera, paladina tenace ed appassionata del metodo scientifico"

    SAN CASCIANO – Maria Giovanna Carli, storica dell’arte, critica e giornalista, e Tiziana Giuliani, autrice teatrale, regista e attrice.

    Due donne, legate al territorio chiantigiano e sancascianese, unite dall’amore per la cultura al femminile proseguono il loro cammino alla ricerca di storie, piccole e grandi, da raccontare in chiave artistica e teatrale.

    Per costruire una nuova fermata, una nuova stazione culturale, improntata alla riflessione, alla narrazione, allo spettacolo, da dedicare al viaggio della vita.

    Tra i percorsi biografici e professionali delle figure femminili che nel corso della storia hanno lasciato un segno tangibile del loro passaggio Maria Giovanna Carli e Tiziana Giuliani hanno scelto di aprire e sfogliare insieme al pubblico un libro speciale, quello della straordinaria vita di Margherita Hack.

    E’ la grande scienziata ad aver ispirato lo spettacolo “Dubita che le stelle siano fuoco… Margherita Hack donna libera”, atteso sul palcoscenico del Teatro comunale Niccolini oggi, venerdì 10 marzo, alle ore 21. L’iniziativa è promossa e sostenuta dal Comune di San Casciano.

    L’evento, realizzato in occasione della Festa della Toscana 2022, con la compartecipazione del consiglio regionale della Toscana, e della Giornata internazionale dei diritti della donna, nasce dall’incontro “artistico” tra il soggetto di Giovanna Maria Carli e la drammaturgia e la regia di Tiziana Giuliani.

    In scena, in veste di interpreti, oltre a Carli e Giuliani, ci saranno Maria Sara CellaiKetty Niccolini e la danzatrice Francesca Mazzoni. Le musiche dal vivo sono firmate da Agata Smeralda Petrognani al flauto traverso e dalle musiciste del Corpo Musicale “Oreste Carlini” di San Casciano, con la partecipazione del Coro “Amedeo Bassi” diretto da Massimo Annibali.

    In un’intervista, rilasciata nel 2004, Margherita Hack affermava che “bisogna esser combattivi nella vita, anche nella scienza. Anche in famiglia: la famiglia si fa in due ed in due bisogna sopportarne il peso. Sono le donne che devono pretenderlo, perché al mondo chi ha meno diritti deve conquistarseli”.

    La scrittura drammaturgica di Tiziana Giuliani restituisce il racconto della vita fuori dagli schemi di una grande ricercatrice.

    “Portiamo in scena la donna, prima di tutto, libera – commentano Giovanna Maria Carli e Tiziana Giuliani – paladina tenace ed appassionata, del metodo scientifico avverso alle tante forme di superstizione e irrazionalismo”.

    “Amante della libertà e dell’animale da compagnia che meglio la incarna, il gatto – continuano – Margherita Hack torna a San Casciano, di cui è cittadina onoraria dall’8 agosto 2008, con un omaggio dell’ex sindaco Massimiliano Pescini che ricorda la sua concittadina”.

    “La grande scienziata – aggiungono – torna da protagonista con i gatti che ha tanto amato e con la sua bicicletta, tra i temi che caratterizzano la narrazione scenica anche l’importanza della scienza al servizio della pace contro ogni forma di violenza”.

    Ingresso libero. Info: 0558256388, teatroniccolini@gmail.com.

    APPROFONDIMENTO

    Nata alla vigilia del ventennio fascista Hack era una bambina solitaria e spesso era il padre compagno di giochi, quel padre licenziato quando lei aveva quattro o cinque anni perché non iscritto al partito fascista e che, per questa ragione non ebbe mai più un lavoro fisso.

    Era la madre a mantenere la famiglia: diplomatasi all’Accademia di Belle Arti, dipingeva miniature dei quadri degli Uffizi che vendeva ai turisti.

    Margherita Hack frequenta il liceo classico “Galileo” di Firenze e in quegli anni, e nei primi dell’Università, si impegna nello sport a livello agonistico, vincendo due campionati universitari nel salto in alto e in lungo e classificandosi terza a due campionati italiani.

    Con l’entrata in guerra dell’Italia, gli esami di maturità furono aboliti e le promozioni o bocciature avvennero con i voti riportati durante l’anno: “Fui dichiarata matura con la media del sette, ed ebbi sei in matematica e fisica, che erano il mio forte, e otto in filosofia, di cui non capivo nulla”.

    L’arte entra nella vita di Margherita e con essa l’orgoglio di manifestare il proprio pensiero ma per questo soffrirne le conseguenze. Un diritto negato. Da grande, la scienziata Hack, fa della libertà di pensiero la propria bandiera.

    Laica e materialista, sostenitrice del pensiero libero e della libera scienza, diventa astrofisica, come amava ricordare, un po’ per caso.

    “L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’Universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi.  Siamo solo un minuscolo pianeta attorno ad una stella molto comune – affermava Margherita Hack – Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri. Non dimentichiamolo mai, portiamo rispetto al cosmo, a ogni singolo essere umano e vivente”.

    “Quel rispetto – diceva ancora – grazie al quale tutti hanno diritto di manifestare la propria opinione senza censure e dubitare sempre anche del fatto che le stelle siano fuoco…Ho avuto la fortuna di avere una famiglia che mi lasciava molto liberale, mi lasciavano molto libera, e mi dispiaceva quasi di non dover lottare per diventarlo”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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