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venerdì 9 Dicembre 2022
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    Fra le attività di inserimento, anche la partecipazione a uno spettacolo in programma il 25 giugno

    SAN CASCIANO – Alì, Demba, Izaq, Moriba, Moussa ed Usman entrano nel ridotto del Teatro Niccolini in momenti diversi e si impegnano a migliorare le proprie battute in italiano dal primo pomeriggio.

     

    Per poi assistere in silenzio religioso alle prove di Chiara Bondielli e Samuel Osman, e infine unirsi a loro sul palco.

     

    Parlano inglese e francese, ma non importa che comprendano la nostra lingua per ridere della buffa lite inscenata dai registi.

     

    I protagonisti hanno i tipici problemi di una coppia italiana e discutono di soldi, lavoro, casa, crisi… ed immigrati. Finché ad un certo punto un evento terribile arriva a sconvolgere per sempre la loro vita.

     

    "È necessario trovarsi in certe situazioni per comprendere il punto di vista di chi le vive – afferma il direttore artistico del Festival di Teatro Azione Patrick Duquesne – e la messinscena ha il potere di permettere al pubblico di immedesimarsi in storie che sembrano lontane ed estranee dalla nostra realtà".

     

    "Il teatro azione ha uno scopo che stavolta abbiamo potuto affrontare in modo diretto – continua – Vuole aiutare le persone a recuperare la parola, soccorrendole nell'emergenza di dire quello che vogliono dire. Il vero senso del teatro azione si trova nella sconfitta di questa difficoltà e quest'esperienza ci ha dato la possibilità di svilupparlo in modo diverso dal solito e appieno, di trasporre in modo artistico un vissuto autentico e per niente facile".

     

    La collaborazione nasce dall'incontro con un operatore di Oxfam Italia, associazione che si occupa della permanenza dei migranti all'ex Hotel Mary in attesa di risposta alla loro richiesta di asilo, che cercava alcune possibili attività da far svolgere ai giovani.

     

    "Pensare al nostro festival di teatro azione è stato naturale – spiega Duquesne – Il teatro nasce dalla comunità per la comunità e quindi ci è sembrato il modo ottimale per sconfiggere le contraddizioni che l'arrivo di questi ragazzi ha sollevato".

     

    "Al corto – prosegue il direttore del Festival che quest'anno taglia il traguardo della sua dodicesima edizione – ideato da Samuel e Chiara è stato aggiunto un finale che coinvolge direttamente i rifugiati ospiti nel nostro paese, creato appositamente per loro. Abbiamo cominciato un mese e mezzo fa circa ed era difficile realizzare un nuovo spettacolo, così ci siamo impegnati in un laboratorio che li iniziasse all'uso teatrale del corpo e della parola. I ragazzi non hanno un vero e proprio ruolo nel senso stretto del termine, ma trasmettono un messaggio importante ed efficace".

     

    "Un mondo nuovo non è mai N.A.T.O." va in scena il 25 giugno alle 21.30 presso l'Arena della biblioteca comunale, all'interno della XIIesima edizione del Festival di Teatro Azione "Mille papaveri rossi, le guerre di…".

     

    "È questione di sapersi mettere nei panni degli altri – aggiunge Samuel Osman – e vorremmo dire che dovremmo sentirci tutti sulla stessa barca, che non sappiamo dove ci porterà".

    di Martina Mecacci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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