spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
martedì 27 Settembre 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Da Salvador Dalì a Papa Wojtyla gli incontri che lo convertono all’arte e a Cristo

    SAN CASCIANO – Da ieri "I colori dell'anima" dipingono le sale del museo di San Casciano. Ha aperto i battenti la personale di Louis Jaquet, il pittore franco-americano che espone per la prima volta in Toscana con trenta opere, realizzate negli anni 1998-2013. “The colours of soul”, aperta a San Casciano fino alla fine di gennaio, è un’iniziativa promossa dal Comune.

     

    La mostra permetterà di esplorare uno dei più acclamati esponenti della pittura contemporanea su scala mondiale.

     

    Jaquet nasce come restauratore di capolavori della pittura italiana, Perugino e Tintoretto, eseguendo restauri ad Assisi e di dimensioni estese in sette diverse cappelle fra Italia e Svizzera.

     

    Dopo l’incontro con Salvador Dalì e William Congdom, l’artista elabora un’ampia produzione pittorica. Tra le opere più significative si ricordano un autoritratto acquistato dal Museo degli Uffizi, una tela “Il trionfo della luce” per la collezione permanente dei Musei Vaticani, un ritratto di Papa Giovanni Paolo II per la National Gallery di Dublino e una lunga parabola di esperienze artistiche, costellata di mostre, riconoscimenti e successi, in vari paesi del mondo tra cui Stati Uniti, India, Turchia, Afghanistan, Francia, Irlanda, Svizzera, Italia, Paraguay, Messico.

     

    Un avventuriero dell’arte, un poeta del colore che trova e placa il suo insaziabile desiderio di luce nel credo cristiano.

     

    “Il sorriso è la primavera esterna dell’anima – commenta Jaquet – l’opera d’arte è per eccellenza la presenza di Cristo nel quadro ed è anche la presenza della Trinità, quella che dà il verbo e la parola a coloro che la contemplano”.

     

    E’ la bellezza l’unica musa di Louis Jaquet. Uno stato d’animo, una condizione racchiusi in una donna imbellettata con fard e mascara ma propensa alla verità, profonda, intensa, interiore, attenta non solo al suo aspetto. C’è la ricerca costante della vita, della sensualità femminile nel paradiso di colori e forme che caratterizza ogni tavola di Louis Jaquet.

     

    La figura femminile che crea con i pigmenti, talvolta da lui stesso macinati e trasformati in colore vivo e gioioso, è una delle espressioni più intense e ricorrenti della sua produzione. Le opere selezionate per la mostra di San Casciano, tele dipinte a olio, non sono incentrate solo su questo tema.

     

    Tra le sale del museo, ad affiancare i capisaldi della pittura rinascimentale come Ambrogio Lorenzetti, ci saranno pagliacci, paesaggi e nature morte. Soggetti straboccanti di colori e amore per la vita. Il sindaco di San Casciano invita a cogliere questa grande opportunità di conoscere Jacquet e la sua pittura.

     

    “Nel nostro territorio – dicono dal Comune di San Casciano – vive da tempo un grande artista riconosciuto a livello mondiale. Oggi la comunità e i suoi luoghi culturali hanno l’onore di ospitare pezzi preziosi della sua collezione, del suo lavoro di pittore straordinario che in molti, in tutto il mondo, apprezzano e stimano”.

     

    Tra i collezionisti di Jacquet ci sono Donald Sutherland, Philippe Noiret e i Principi di Monaco. Il nome di Jaquet è inserito nel Benezit, il Dizionario critico e documentario dei pittori, scultori e disegnatori, un'indispensabile fonte di documentazione per professionisti e appassionati d'arte di tutto il mondo.

     

    All’inaugurazione erano presenti l’artista, il sindaco Massimiliano Pescini e l’assessore alla cultura Chiara Molducci.

     

    Ingresso libero. Info: 055 8256385.

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...