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giovedì 20 Giugno 2024
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    “Sostegno all’accoglienza dei migranti”: approvata mozione in consiglio comunale

    Presentata da Davide Borghi (Pd): "Non rimanere indifferenti di fronte a provvedimenti governativi disumani"

    SAN CASCIANO – Una mozione in consiglio comunale, approvata giovedì 20 dicembre con i voti favorevoli (12) di Pd, Sinistra per San Casciano, Cittadini per San Casciano, quello contrario di Maria Teresa Lumachi (Forza Italia) che chiede sostegno ai progetti di accoglienza dei migranti nel territorio di San Casciano.

     

    Mozione presentata dal consigliere comunale del Partito democratico Davide Borghi (in foto sotto), sottoscritta da Paola Malacarne (Sinistra per San Casciano) e che "nasce – spiega Borghi – dalla necessità di non rimanere indifferenti di fronte ad un provvedimento governativo disumano, senza alcuna logica costruttiva con un approccio che di fatto nega i diritti delle persone più deboli, tradendo lo spirito della nostra Costituzione in più punti ben definiti all'interno della mozione, sollevando evidenti contrasti che saranno presto verificati dalla Corte Costituzionale".

     

    L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, barbaSecondo Borghi il cosiddetto "Decreto sicurezza", "va ad intaccare numerosi principi e trattati internazionali come la Convenzione di Ginevra e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Con questo provvedimento non si tiene più conto della condizione dei richiedenti asilo e del loro percorso di integrazione. Su 18mila permessi per protezione umanitaria concessi da gennaio a settembre nel nostro paese, solo una minoranza potrà continuare a seguire un percorso di integrazione virtuoso".

     

    "Le Prefetture di tutta Italia – ricorda – nei giorni scorsi, hanno inviato agli enti gestori dei Cas disposizioni per la cessazione immediata dell’accoglienza dei titolari di protezione umanitaria Così facendo avremo tantissimi migranti vulnerabili mandati per strada, in pieno inverno, senza nessun riguardo per la loro condizione e in totale assenza di soluzioni alternative. Una situazione incredibile da tutti i punti di vista.  A subire le conseguenze più gravi sono neo-maggiorenni, madri con bimbi piccoli, persone in fuga dall’orrore di guerre, persecuzioni e torture che,per colpa di questo provvedimento, saranno totalmente tagliate fuori dal sistema di accoglienza fino ad oggi attivo".

     

    "Tutte queste preoccupazioni – ricorda – sono state sollevate e confermate anche nell'incontro organizzato lo scorso 12 dicembre al circolo Arci di San Casciano con esperti del settore, l'amministrazione comunale direttamente con il sindaco Massimiliano Pescini e con tutte le associazioni coinvolte nei progetti d'accoglienza sul nostro territorio".

     

    "Una questione – dice ancora Borghi – che tocca direttamente anche la nostra comunità, visto che il comune di San Casciano da anni, come gran parte dei comuni limitrofi, ospita progetti CAS (Centri d'accoglienza straordinaria) e fa parte del sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), costituito dalla Rete degli Enti locali".

     

    Poi dà qualche numero: "Ad oggi infatti, in tutto il comune di San Casciano sono accolte 42 persone: 36 persone accolte nel sistema SPRAR e 6 nel CAS (pari allo 0,21% della popolazione). Secondo le verifiche, le azioni progettuali, dal 2015 hanno coinvolto positivamente oltre 100 richiedenti asilo (dal 2015 come CAS e dal 1° agosto 2017 anche con il progetto SPRAR) oltreché molti cittadini, associazioni di volontariato sancascianesi e operatori professionali (anche locali) assunti nei progetti stessi.  Questi progetti dedicati all'integrazione e all'accoglienza risultano essere ben inseriti sul territorio e all'interno dell'attività della comunità".

     

    "ll provvedimento – riprende – limita il coinvolgimento nei progetti d'integrazione e accoglienza solo a chi è già titolare di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati e mira a favorire le grandi concentrazioni di persone nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) e nei CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo). Una limitazione radicale ed in forte opposizione agli sforzi fatti anche in Toscana e da intere comunità e Comuni, come il nostro, per un'accoglienza equa e sostenibile, distribuita su tutto il territorio. Siamo molto preoccupati perché questo provvedimento voluto fortemente dal ministro dell'Interno, Salvini, andrà a smantellare quella parte attiva e concreta dei progetti finalizzati a dare risposte strutturate, controllate e non emergenziali, come i centri di accoglienza (SPRAR) gestiti dai Comuni con percorsi di integrazione in piccole accoglienze e con rifugio diffuso in alloggi"

     

    "Il paradosso – evidenzia il consigliere comunale del Pd – è che la nuova legge non aumenterà la sicurezza, né produrrà un risparmio per le casse dello Stato. Mandando per strada migliaia di persone, il Governo ha volutamente posto le basi per un drammatico incremento del conflitto sociale fra cittadini e migranti, aumento della marginalità, del risentimento, della povertà. Si darà nuova linfa al lavoro nero e alla criminalità organizzata, che avrà gioco facile nel reclutare i più disperati. Allo stesso tempo l’aumento del disagio avrà un enorme impatto sui bilanci comunali, stimato da Anci in ben 280 milioni euro annui".

     

    "Ebbene – accusa – di fronte a tutto questo si aggiunge anche una grande preoccupazione per il taglio drastico ai fondi per accoglienza. In primavera 2019 la maggioranza dei progetti Sprar sarà in scadenza; secondo le prime stime di ANCI infatti i fondi stanziati consentirebbero al sistema Sprar di rinnovarsi per soli 3-4 mila posti a fronte dei 38.000 posti attuali a cui si sommano i 5.000 posti richiesti nei progetti presentati nel 2018 che, ad oggi,  pur avendo avuto risposta positiva con l'uscita delle graduatorie, non hanno ancora avuto l'autorizzazione ministeriale con la firma del  decreto. In Italia, per questi motivi, sono a rischio circa 30.000 lavoratori impegnati nel settore dell'accoglienza, di cui circa 2400 solo in Toscana".

     

    La mozione chiede quindi l'impegno dell'amministrazione comunale di San Casciano a continuare a sostenere i progetti di accoglienza presenti sul territorio, mantenendo un ruolo proattivo nel costruire progetti e percorsi di integrazione che siano coerenti con le diverse caratteristiche del territorio.

     

    Chiede anche di impegnarsi a rafforzare i percorsi di accoglienza e gestione delle persone richiedenti asilo e i programmi di inserimento sul territorio dando visibilità alle esperienze positive di integrazione rese possibili da un sistema di accoglienza diffusa,

     

    Chiede di garantire l'impegno politico del Comune di San Casciano per la tutela e l'integrazione delle vittime di condizioni politiche ed economiche tragiche, attraverso il sostegno della cooperazione e della solidarietà, tenendo conto delle caratteristiche del nostro territorio e della comunità.

     

    Chiede, ancora, di riaffermare con forza il valore di politiche di integrazione ed accoglienza secondo il “modello toscano” attuato fino a prima del decreto e che ha dato risultati importanti e significativi nella comunità sancascianese e in quelle limitrofe, ove sono state adottate politiche efficaci, relazioni virtuose con il territorio e trasparenza.

     

    Infine, chiede di manifestare la necessità di aprire un confronto, fino ad oggi evitato e inascoltato, tra il Ministero e le città italiane, la rappresentanza  Anci e  gli   operatori   del   settore   al fine   di   valutare   le   ricadute   concrete   di   tale provvedimento sull'impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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