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martedì 15 Giugno 2021
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    San Casciano, riapre il Museo Giuliano Ghelli: bellezza e arte riprendono la vita

    Aperto e visitabile anche il laboratorio di restauro allestito all'interno del museo a cura della restauratrice Maura Masini

    SAN CASCIANO – Con la riapertura al pubblico, avvenuta giovedì 6 maggio, il Museo d’Arte Giuliano Ghelli di San Casciano torna a stupire visitatori di ogni età con i capolavori dell’arte italiana e non solo, custoditi tra le sale espositive di via Lucardesi (con ingresso anche da via Roma). 

    Un viaggio a spasso tra i secoli, legato al ricco patrimonio del museo sancascianese, costituito da opere pittoriche e scultoree, capisaldi del Medioevo e del Rinascimento, che non può mancare nel percorso collettivo di un agognato ritorno alla normalità. L’arte che si respira nel passato è una fonte di vita nel presente.

    Anche il laboratorio live, dove è in corso l’intervento di restauro della scultura in marmo policromo della Madonna col Bambino di Gino Micheli, a cura della restauratrice Maura Masini, sarà visitabile nei giorni venerdì e sabato (16-19) con prenotazione necessaria entro il giovedì precedente (max 5 persone). Biglietteria Museo: tel. 055 8256385.

    APERTURA MUSEO

    Da giovedì a domenica, ore 10-13, ore 16-19. Per prenotazioni: tel. 055 8256385.

    IL MUSEO D’ARTE DI SAN CASCIANO

    Il Museo di San Casciano di rilevanza regionale (capofila del Sistema Museale del Chianti e Valdarno fiorentino) fu allestito nel 1989 all’interno della chiesa di Santa Maria del Gesù o del Suffragio.

    Nel 2008 si è arricchito di nuove sale ricavate dai locali dell’antico convento di monache benedettine, che vi abitarono dal XVII al XIX secolo; la chiesa, tuttora officiata, è stata mantenuta parte del percorso museale. Oggi accoglie tre sezioni: arte sacra, archeologia e arte contemporanea.

    La sezione di arte sacra, composta da opere che vanno dal XII al XX secolo, provenienti dalle chiese del territorio di San Casciano, comprende pitture e sculture, oggetti di oreficeria e paramenti liturgici.

    Uno dei capolavori della raccolta è senz’altro la preziosa tavola San Michele Arcangelo attribuita a Coppo di Marcovaldo, tra le più importanti testimonianze della pittura fiorentina precedente a Cimabue.

    Altra opera è quella proveniente dalla chiesa di Sant’Angelo a Vico l’Abate, la Madonna col Bambino del grande pittore senese Ambrogio Lorenzetti, datata 1319 e quindi una delle sue opere più antiche.

    La sezione di archeologia accoglie reperti provenienti dai contesti archeologici più rappresentativi del territorio, riferibili a un arco cronologico di oltre un millennio.

    Introduce a questa sezione la figura monumentale di un antico arciere, raffigurato in bassorilievo su una stele etrusca del VII secolo a.C., proveniente dall’omonimo tumulo funerario: la Tomba dell’Arciere.

    La sezione contemporanea, composta per lo più da opere di artisti chiantigiani di nascita o d’adozione, ospita uno spazio particolare dedicato all’artista a cui il museo stesso è dedicato: Giuliano Ghelli, pittore e scultore di fama internazionale.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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