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sabato 25 Giugno 2022
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    Ferrone, “viaggio” al centro dello sciame sismico che dal 3 maggio preoccupa il Chianti

    Siamo andati nel paese con il maggior numero di residenti più vicino agli epicentri delle scosse che da una settimana tormentano il nostro territorio

    FERRONE (GREVE IN CHIANTI-IMPRUNETA) – Lo sciame sismico, iniziato il 3 maggio scorso con le due scosse di magnitudo 3.7 e 3.4, è proseguito nei giorni seguenti. Facendo aumentare la preoccupazione dei residenti di un territorio molto vasto.

    Decine (in realtà ben oltre cento-centocinquanta) le scosse: tutte con epicentri al confine fra i comuni di Impruneta, San Casciano e Greve in Chianti. In un “fazzoletto” di territorio fra via Chiantigiana per il Ferrone e via di Luiano.

    Scosse percepite comunque in un’area geografica molto ampia. Quelle sopra i 3.0 (tre in tutto) in particolare fino a Firenze, in modo anche molto consistente.

    Oggi, mercoledì 11 maggio, è stata una giornata che è trascorsa senza molte notifiche da parte dell’INGV.

    Solo una scossa in particolare ha fatto sobbalzare. E soprattutto gli abitanti del Ferrone, la frazione a metà fra i comuni di Impruneta e Greve in Chianti, il paese con il maggior numero di abitanti più vicino alla zona degli epicentri: 2.2 di magnitudo sulla scala Richter, alle 3.11.

    Così siamo andati proprio al Ferrone per sentire come hanno vissuto questi giorni di scosse quasi continue i residenti.

    “Anche questa notte siamo andati a letto con il pensiero di essere svegliati da questo brutto mostro – ci racconta Martina – Ed ecco che, poco dopo le 3, prima un forte boato, poi il “tentennio”: pochi secondi, ma riprendere sonno è stata dura”.

    “Io vivo in località Poneta – ci dice – sopra al Ferrone. I miei vicini ad esempio hanno sistemato una valigia sulla porta di casa: con dentro coperte, piumini e qualche altra cosa nel caso dovessero stare fuori casa”.

    Incontriamo un signore poco distante dalla piazza, si chiama Roberto: “Un rumore, che può essere anche lo sbattere forte di una porta, ormai ci fa subito sobbalzare. Ho sentito bene la prima scossa dello scorso mercoledì, addirittura ebbi la sensazione che fosse crollato un tetto”.

    Ci spostiamo alla bottega della famiglia Faggi, un’istituzione qui in paese. C’è Enrico: “Uno dei tanti punti dell’epicentro è stato alla fornace Sannini, l’abbiamo sentito benissimo! Noi dal primo piano ci siamo spostati al piano terreno, dove si dondola meno”.

    Enrico Faggi, nella bottega-alimentari al Ferrone

    “Addirittura – ci dice – mia moglie i bambini sono andati a dormire dai suoi genitori, a Incisa, per lo spavento. In negozio ho dovuto anche spostare le bottiglie che erano sulle mensole per paura che cadessero”. 

    Una donna si ferma a prendere un caffè. E’ residente a Chiocchio, nel comune di Greve in Chianti, a pochi chilometri da qui: “Se ho sentito le scosse? Eccome!”.

    “Io abito al piano terra – ci dice Giuliano – quando ho sentito la prima scossa ero fermo in auto. A un certo punto mi sono sentito “tentennare” e mi sono guardato intorno per capire chi era a scuotere la macchina, ma non c’era nessuno. Solo quando ho visto le persone che uscivano dalle case, andando in strada, ho pensato al terremoto”.

    Si ricorda anni in cui qui lo abbiate sentito in modo maggiore di questi giorni? “No. O forse quelli del 2014, con epicentri nella zona di Valigondoli, vicino a Mercatale, si sentivano più o meno così”.

    La paura è comunque tanta. Un’altra donna ci conferma che stanotte con la scossa di 2.2 anche lei si è svegliata.

    “Prima ho sentito un gran boato, molto forte – ci dice – e subito dopo scuotere il letto”.

    “Ecco – riflette in conclusione – oltre alle scosse è il rumore forte che le precede ad essere inquietante. Ci fa capire quanto si sia impotenti di fronte alla natura. Speriamo che tutto finisca prima possibile”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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