SAN CASCIANO – La nuova legislatura è iniziata da appena un mese. E già la politica minaccia concretamente di passare la parola ai tribunali.
Succede a San Casciano, dove le liste (di opposizione) Lega e San Casciano Civica annunciano la loro intenzione di ricorrere al Tar contro la scelta del presidente (Daniela Manzoli, anch'essa consigliere di opposizione) come presidente della Commissione 1.
E dove la Lega ha, praticamente, scaricato dopo un mese colei che aveva sostenuto come candidata sindaco, la stessa Manzoli. Dicendo che per loro, per la Lega, la candidata indicata fra gli altri da Enrico Farina e Maria Teresa Lumachi è, praticamente, nel Pd. In un corto circuito che minaccia di avere, come detto, anche strascichi legali.
"Ieri a San Casciano – scrivono in una nota congiunta – si sono riunite le tre Commissioni permanenti per la nomina del presidente e del vice presidente delle Commissioni, con una grave “intromissione” della maggioranza nelle scelte della minoranza, la quale al proprio interno ha una sua maggioranza".
"Per Statuto del Comune di San Casciano – proseguono – (e comunque in tutti i Comuni) la presidenza della Prima Commissione (bilancio, verifica e controllo) è assegnata ad un membro della minoranza. Lo Statuto null’altro dispone in merito, se non che tutti i membri delle Commissioni hanno diritto al voto, essendo uso comune che il presidente venga sempre e comunque designato dalla minoranza, che al proprio interno decide la persona che per i più svariati motivi politici possa al meglio rappresentare l’intera opposizione".
"A San Casciano non è stato così – rilanciano – Infatti, solo formalmente il presidente della Prima Commissione, Daniela Manzoli, è un membro della minoranza perché di fatto, rappresenta la maggioranza, poiché scelta e votata solo dalla maggioranza. In particolare dopo ampia e accesa discussione, che in primis vedeva la possibilità di dare la presidenza della I Commissione al consigliere Luigi Venzi al fine di tentare un compattamento unitario della minoranza, i 2/3 della minoranza rappresentati dal consigliere Eleonora Leoncini (membro effettivo e capogruppo della Lega) e consigliere Venzi (membro effettivo e capogruppo San Casciano Civica) concordavano, come risulta dal verbale della seduta, sulla nomina a presidente della I Commissione del consigliere Leoncini in quanto rappresentante della forza politica che all’interno dell’opposizione ha raggiunto il maggior numero di voti, quasi il 14,26%, a differenza, invece, della lista del Cosigliere Manzoli che è al 5,64%".
"La maggioranza – denunciano – in spregio a quanto indicato dai due terzi della minoranza, ha scelto e votato, il consigliere Daniela Manzoli come presidente, palesando così, verosimilmente, l’esistenza di un precedente accordo. Riteniamo che siano stati gravemente lesi i diritti delle opposizioni, apparendo evidente l’intento della maggioranza Pd di negare ad ogni costo la Presidenza della I Commissione alla Lega e, pertanto, né la Lega né la lista San Casciano Civica, si sentono rappresentate nei propri diritti dal presidente designato dalla maggioranza Pd, consigliere Daniela Manzoli, e si riservano ricorso al segretario comunale ed al Tar al fine di tutelare i propri diritti ed interessi legittimi".
Le parole
– Lega, clima rovente: "Faccia tosta e mancanza di pudore del capogruppo Pd"
– Daniela Manzoli: "Eletta presidente della Commissione 1 nel rispetto del regolamento"
– David Malquori: "Minoranza clamorosamente spaccata a un mese dalle elezioni"
"Ci riserviamo – dice Venzi – di presentare ricorso al segretario comunale e al Tar perché la scelta del presidente della Prima Commissione viene lasciata in tutti i Comuni alle minoranze. Potevo capire una posizione della maggioranza solo nel caso in cui non vi era una preferenza, ma in questo caso c'era. Se poi la maggioranza interviene anche sulle decisioni politiche prese all'interno della minoranza, allora parliamo di "fantapolitica". Comunque sarà il tribunale a stabilirlo".
“Per noi – fa eco Alessandro Scipioni, segretario provinciale della Lega – coloro i quali sono indicati dal Partito democratico è bene che passino al Partito democratico. In provincia di Firenze l’alternativa non la si può fare rappresentare facendo accordi con il Pd".
"Chi si accorda con il Partito democratico non si raccorda con noi – riprende Scipioni – perché quello che è successo ieri è una grandissima offesa alla dignità della minoranza, e soprattutto un tradimento di tutti coloro i quali hanno votato per l’alternativa. La cosa grottesca è che di questo ha beneficiato il candidato sindaco che doveva rappresentare l’alternativa".
"Da ora in poi – conclude Scipioni – per noi può tranquillamente fare politica con chi ha deciso di fare accordi. Chi si accorda con il Pd non lo fa con la Lega”.
di Matteo Pucci
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