Maria Teresa Lumachi: “Lega interessata solo alle poltrone”. Bordate sul Carroccio

L'ex consigliere comunale, sostenitrice di Daniela Manzoli: "Arroganza, inesperienza e manovre sottobanco con Venzi"

SAN CASCIANO – Maria Teresa Lumachi, vicecoordinatore provinciale di Forza Italia con delega per il Chianti, è stata fra coloro che la candidatura di Daniela Manzoli a sindaco di San Casciano l'hanno voluta e spinta.

 

In lista con Centrodestra per l'Alternativa (insieme a Enrico Farina), Lumachi non è entrata in consiglio comunale. Ma ha osservato quello che è accaduto nelle ultime ore, con la clamorosa rottura fra la Lega e la stessa Manzoli, praticamenre sfiduciata dai consiglieri comunali del Carroccio dopo la prima riunione della commissione uno.

 

 

"Premesso che quando si minaccia di ricorrere ai tribunali significa che la politica è morta – esordisce Lumachi – dispiace vedere come la Lega abbia tanto interesse alle poltrone da spaccare l’alleanza di centrodestra praticamente appena chiuse le urne".

 

"Ricordo agli amici leghisti – prosegue Lumachi – che il centrodestra si è presentato unito alle elezioni, con una coalizione che ha scelto ed appoggiato unitariamente Daniela Manzoli, condividendo lo stesso programma. Che Daniela Manzoli è arrivata seconda, con quasi il 20% dei voti degli elettori e che è stata la prima eletta in consiglio comunale per le minoranze".

 

"Che Luigi Venzi – continua – si è presentato con una propria lista ed un proprio programma in opposizione sia a Ciappi che a Manzoli e che è arrivato terzo. Probabilmente gli amici leghisti pagano la totale inesperienza politica, che, con una punta di arroganza, li ha portati a sentirsi unici protagonisti, rinnegando il candidato sindaco che hanno proposto e fatto votare ai propri elettori per fare un “accordicchio” con l’altro candidato sindaco".

 

"Se volevano lui – incalza Lumachi – perché non l’hanno appoggiato subito e direttamente, invece di fingere di volere l’unità del centrodestra? Forse perché già sapevano che i loro elettori non avrebbero ugualmente gradito una tale scelta ed il risultato delle elezioni avrebbe potuto essere diverso?".

 

"E la stessa inesperienza politica e punta di arroganza .- prosegue Lumachi come un caterpillar – li ha portati a rompere l’alleanza di centrodestra rifiutando il dialogo con le altre componenti politiche della coalizione credendo che bastasse il fatto di avere due consiglieri e di fare manovre sottobanco con l’altra minoranza. Infatti non hanno protestato quando al primo consiglio comunale Vincenzo Bosco è stato eletto vicepresidente del consiglio comunale anche con i voti della maggioranza, né quando Leoncini e Venzi sono stati eletti vicepresidenti delle Commissioni seconda e terza, sempre anche con i voti della maggioranza".

 

"Ma – rilancia – cosa politicamente più grave, con il loro comportamento hanno lasciato che il Pd assumesse il ruolo di garante delle prerogative e delle consuetudini politico-istituzionali che sono a base della democrazia. Ed è vero che è consuetudine che il candidato sindaco secondo arrivato (che è quello che totalizza più voti dopo il vincitore, in questo caso indubbiamente Daniela Manzoli) venga eletto alla presidenza della commissione di controllo, in quanto maggiormente rappresentativo della minoranza".

 

 

"Così come lo è – sottolinea – il riservare la vicepresidenza del consiglio al rappresentante della lista di minoranza maggiormente votata. Anche Daniela Manzoli ha votato in quell’occasione lealmente alla coalizione, per sentirsi tacciare subito dopo di comportamenti che in realtà appartengono soltanto alla Lega. Che non è nuova a questo, basta vedere come ad Empoli abbiano preferito far eleggere all’Unione dei Comuni la consigliera della sinistra invece dell’alleato di Fratelli d’Italia, spaccando anche lì la coalizione di centrodestra".

 

"Come Forza Italia – tiene a dire Maria Teresa Lumachi – ribadiamo il pieno sostegno a Daniela Manzoli. Per noi non contano le poltrone, ma cosa si può fare per il bene del nostro paese, anche dall’opposizione. Crediamo che Daniela potrà con serietà e competenza portare avanti il ruolo di presidente della prima Commissione esercitando la funzione di controllo che tale ruolo richiede e che il voto dei sancascianesi le ha assegnato".

 

"Se gli amici leghisti vorranno smetterla – spiega – coi giochetti subdoli e con l’attribuire gratuitamente agli altri le proprie “cattive intenzioni” di inciucio (loro hanno cercato l’appoggio di Venzi), il centrodestra unito potrà fare politica vera ed iniziare a costruire l’alternativa che lo porti al governo della Regione l’anno prossimo e del Comune alla prossima legislatura".

 

E conclude lanciando una stilettata al consigliere comunale Bosco, e alla sua gaffe che l'ha portato a confondere San Casciano Val di Pesa con… San Casciano dei Bagni: "Sempre che si abbia a cuore, al posto delle poltrone, il bene di San Casciano, quello in Val di Pesa e non quello dei Bagni".

di Matteo Pucci

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