“Basito da Lumachi: difende un consigliere comunale che ha usufruito di voti Pd”

Rottura Lega e Centrodestra per l'Alternativa compiuta. La parole del segretario provinciale del Carroccio Scipioni

SAN CASCIANO – "Rimango sinceramente basito dal fatto che il vice segretario di un partito alleato possa difendere un consigliere comunale che ha usufruito dei voti del Partito democratico per una posizione che spettava all’opposizione e che avrebbe dovuto essere determinata in piena autonomia dai consiglieri di opposizione".

 

Parole del segretario provinciale della Lega, Alessandro Scipioni (in foto sopra), che risponde così alla durissima presa di posizione di Maria Teresa Lumachi, vice coordinatore provinciale di Forza Italia, animatrice della lista Centrodestra per l'Alternativa che, assieme alla Lega, ha sostenuto la candidatura di Daniela Manzoli a sindaco.

 

Un doppio sostegno che non ha mai visto grande sintonia fra le due liste, che hanno vissuto la campagna elettorale in maniera molto distinta. Una convivenza forzata, esplosa al primo atto pratico, ovvero la nomina del presidente della commissione 1.

 

 

"Questo – prosegue Scipioni rivolto a Lumachi – non è solo uno schiaffo alla dignità dell’opposizione, è uno schiaffo ai più basilari principi della democrazia. Ma l’arroganza dimostrata da Lumachi, che forse non accetta di non essere rientrata in consiglio comunale e vuole esternamente cercare di supportare il perpetuarsi di una politica di bassi accordi, è diventata veramente inaccettabile e offensiva nei riguardi della dignità della Lega".

 

"Mi chiedo – prosegue Scipioni – come si possa accusare il nostro movimento di avere "tanto interesse alle poltrone da spaccare l’alleanza di centrodestra praticamente appena chiuse le urne"; credo che il centrodestra lo abbia spaccato chi di è fatto appoggiare dal Partito democratico, e per noi questa è una cosa inaccettabile. Mentre credevamo che fosse una scelta isolata della Manzoli, la posizione della Lumachi dà appoggio ad un compromesso indegno".

 

"Saremmo noi i poltronisti – rincara Scipioni – quando una candidata sindaco che per due terzi eletta con i nostri voti si è fatta mandare in quella posizione dal partito di maggioranza ? Se la sua ambizione è fare accordi con il Pd poteva essere coerente e farli da prima, se ci avesse prospettato una situazione del genere certo non l’avremmo appoggiata".

 

"Per quello che attiene alla specifica votazione della Commissione di controllo – prosegue Scipioni – è un voto che riguarda l’opposizione è non lo si può paragonare alla vice presidenza della seconda e terza commissione. Per quanto concerne la nostra presunta inesperienza, tutti sono stati alla prima esperienza, chiaramente la politica è un percorso di crescita e di formazione costante; però è certo che l’esperienza che abbiamo è sufficiente per capire che il peggior tradimento per gli elettori del centro destra è quello di scegliere la strada dell’intesa con il Partito democratico".

 

"Per noi – dice chiaramente – chi fa scelte simili è da considerarsi di maggioranza. Noi lavoriamo con tutte le forze che fanno vera opposizione, se poi c’è da parte del candidato sindaco del centro destra la volontà, invece, di coabitare con il Pd, sinceramente non ce la sentiamo di consumare questo che rappresenta il vero tradimento a danno degli elettori".

 

I due consiglieri comunali di San Casciano, Eleonora Leoncini e Vincenzo Bosco ribadiscono che "la Lega non è abituata ad accordi di sottobanco ed  "accordicchi" per le poltrone. Fa sorridere che tali affermazioni provengano da chi uscita dalla porta rientra in consiglio comunale dalla finestra come membro supplente del candidato sindaco del centrodestra".

 

IN CONSIGLIO COMUNALE – Eleonora Leoncini e Vincenzo Bosco

 

"Eppure a San Casciano il voto è stato chiaro – dicono ancora Bosco e Leoncini – la volontà dei sanascianesi è quella di dare una alternativa nuova all’opposizione degli ultimi 25 anni, un alternativa nuova ad una opposizione assente e poco efficiente, legata ai propri interessi personali anziché agli interessi ed al bene del paese".

 

"Per consuetudine – concludono – la presidenza della prima commissione è affidata al primo candidato sindaco non eletto, in quanto maggiormente rappresentativo della minoranza. Nel caso di San Casciano il candidato designato come presidente della prima commissione non è quello che maggiormente rappresenta la minoranza, ma espressione della maggioranza".

di Matteo Pucci

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