ChiantiBanca, indagini chiuse: ostacolo alla vigilanza e false comunicazioni sociali

La Procura della Repubblica di Firenze le ha notificate a 19 persone: fra queste ex Dg ed ex amministratori

SAN CASCIANO – La Procura della Repubblica di Firenze ha concluso le indagini che "deflagrarono" nel marzo 2017 mandando all'aria tutta la governance e la direzione generale di ChiantiBanca.

 

I pm Luca Turco (lo stesso che ha indagato sul Credito Cooperativo Fiorentino portando "a casa", per adesso, condanne importanti) e Giuseppe Ledda, hanno notificato l'avviso di chiusura delle indagini a 19 persone.

 

Fra queste ci sono l'ex direttore generale Andrea Bianchi, l'ex presidente Claudio Corsi, l'allora vicepresidente del cda Carla Lombardi, l'ex vice presidente vicario Stefano Mecocci, altri membri dell'allora Cda, i sindaci revisori.

 

La novità è che la notifica di chiusura delle indagini (che riguardano fatti relativi al periodo 2015-2016) è stata consegnata anche ad alcuni funzionari della stessa banca, ai quali ai tempi non era stato consegnato l'avviso di garanzia.

 

Le indagini, scattate dopo un esposto presentato dall'organismo di vigilanza interno alla banca, iniziarono dopo l'incredibile sequenza di eventi che portò, nel marzo 2017, alle dimissioni dell'ex dg e degli ex amministratori.

 

Arrivate nel bel mezzo di una drammatica ispezione di Banca d'Italia (svoltasi fra fine 2016 e inizio 2017) che portò a un passivo, da parte di ChiantiBanca, di oltre 90 milioni di euro.

 

Indagini che ipotizzano l'ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza da parte di Banca d'Italia, e false comunicazioni sociali.

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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