FABBRICA (SAN CASCIANO) – Fabbrica è un piccolo centro abitato sulla collina che domina la vallata della Pesa, un luogo silenzioso e di pace il cui tempo scandito dal lavoro dei contadini, fu nel terribile 1944 palcoscenico di un’altra tragedia di guerra.
Fino dal 10 maggio 1944 nella Villa di Fabbrica si erano insediati i soldati tedeschi, gli abitanti erano consapevoli che la convivenza con questi militari era un grosso rischio, non c’era da stare tranquilli.
Lo dimostra la strage del giorno prima avvenuta a Pratale, ed ecco che anche in questo luogo all’arrivo delle SS si assiste a un altro massacro. Nel pomeriggio del 24 luglio ’44 i soldati tedeschi fanno irruzione in un’abitazione di Fabbrica, dove si trovavano alcuni sfollati.
Nel fuggi fuggi c’è chi riesce a buttarsi dalla finestra e scappare, ma Giuseppe Vermigli, Carlo Viviani, Brunetto Bartalesi e Bruno Viviani sono catturati e portati a poche centinaia di metri davanti a una fornace, si salva solo Varis Viviani di 12 anni che con un calcio nel sedere sferrato da un militare tedesco viene spinto tra le donne inermi.
I cinque uomini messi davanti al muro sono raggiunti da una raffica di mitra.
Racconta Francesco Vermigli oggi novantenne: "Io ero sfollato in una casa poco sopra la fornace, mi trovavo alla finestra quando sentii una raffica di mitra e un urlo. Scesi di corsa in cucina e dissi alle persone presenti 'Guardate che a Fabbrica è successo come a Pratale!' ma non fui creduto. Era un pomeriggio bello come oggi, tirava un vento di “marino” e percepii benissimo la raffica. La mattina dopo venimmo a sapere che Giuseppe, Brunetto e Bruno, erano stati uccisi.
Si salvò solo Carlo Viviani ferito di striscio alla testa e alle mani che teneva dietro la nuca. Si era finto morto nonostante avesse anche ricevuto un calcio da un soldato tedesco che voleva accertarsi della sua morte.
Riuscì dopo diverse ore a scappare e tornare nella casa dove era stato catturato, presentandosi ai suoi in una maschera di sangue. Gli alleati nel frattempo erano arrivati, ma c’era poco da far festa.
Carlo Viviani morì dopo pochi anni, la sua vita cambiò per sempre quel 24 luglio 1944. Ma non era finita lì, perché altri lutti colpirono il comune di San Casciano.
Il 25 luglio 1944 Pasquale e Guido Taddei, Donato Vermigli e fra Ruffino da Castel del Piano del vicino Convento dei Cappuccini di San Casciano, furono catturati dai Tedeschi senza nessun motivo e dopo un sommario interrogatorio, forse anche torturati, vengono portati al Tondo delle Corti sulla via Grevigiana davanti a Villa Le Corti e uccisi anche in questo caso da una raffica di mitra.
75 anni dopo viene da chiederci: saranno stati gli stessi soldati tedeschi in ritirata che hanno ucciso persone inermi a Pratale 23 luglio ‘44, Fabbrica 24 luglio ‘44, Le Corti 25 luglio ’44 a macchiarsi degli stessi orrendi crimini?
La cerimonia di commemorazione a Fabbrica è stata preceduta da una messa officiata da Padre Rosario Landrini, presente il sindaco di San Casciano Roberto Ciappi, l’assessore Moreno Cheli, l’ex sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini, Francesco Vermigli e la moglie Mirella Lotti, l’Associazione Progetto Irene e gli abitanti di Fabbrica.
di Antonio Taddei
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