SAN CASCIANO – “Non siamo ronde ma osservatori speciali per il controllo e la sicurezza della nostra comunità”. A dirlo sono i volontari che, per primi a San Casciano, metteranno in atto la nuova collaborazione, essendo residenti in alcune delle aree più colpite dal fenomeno dei furti in appartamento, le zone del Castagnolo e di Decimo.
I cittadini che hanno aderito al progetto per il controllo di comunità spiegano quale sarà il loro ruolo nell’ambito dell’iniziativa lanciata dal Comune, nata dal protocollo d'Intesa stipulato tra la Prefettura e i Comuni dell'area metropolitana.
“Non siamo qui a sostituire l’intervento dello Stato o agire al posto di chi la sicurezza sa garantirla – dichiarano Francesco Cannone e Markus Holzinger – questo è un tema che compete esclusivamente alle forze dell’ordine, non a gruppi di cittadini che intendono semmai mettersi a disposizione delle istituzioni e delle forze dell’ordine per dare loro un aiuto concreto nel segnalare casi sospetti”.
Parola chiave del progetto è collaborazione. L’intento è quello di rafforzare la rete di cittadini che effettuerà interventi di osservazione speciale dell'area di residenza attraverso segnalazioni e informazioni relative a circostanze sospette.
“Non servono sceriffi o squadristi nel nostro territorio ma persone attente e responsabili – continuano – che contribuiscano volontariamente a costruire un nuovo modello di comunità, capace di svolgere funzioni di osservazione della zona di residenza”.
No alle ronde, sì ai controllori di comunità. “Terremo gli occhi aperti per incrementare la sicurezza nelle aree decentrate – precisano i cittadini – segnaleremo la presenza di mezzi di trasporto e persone sospetti, l'eventuale fuga di mezzi di trasporto persone, la presenza nei luoghi pubblici di auto, moto, biciclette che si ipotizzano rubate e atti vandalici”.
I gruppi, che hanno seguito alcuni incontri formativi organizzati dall’amministrazione comunale, prevedono la presenza di un coordinatore il cui compito sarà quello di informare tempestivamente i referenti degli organi di Polizia locale e i Carabinieri della Stazione di San Casciano.
L'attività si avvale della stretta collaborazione dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia locale dell’Unione comunale del Chianti Fiorentino. Agli agenti della Polizia locale è demandato il compito di coordinare il progetto, raccogliere le comunicazioni relative alla costituzione dei gruppi di controllo di comunità, analizzare il lavoro e i contenuti delle segnalazioni da inoltrare alle forze dell’ordine e ai soggetti competenti.
“Siamo partiti in forma sperimentale con i primi due gruppi e ringraziamo i cittadini che si sono messi a disposizione – conclude il vicesindaco Elisabetta Masti – il senso del progetto è quello di creare una forma di integrazione tra i vicini di casa in modo da costituire un deterrente per comportanti illeciti e ridurre rischi di pericolo.
Spiega il vicesindaco: "L’opera di osservazione inizierà da alcune delle aree maggiormente colpite, tra cui la zona del Castagnolo, intorno alla piscina di San Casciano, la località Quattro Strade, Campoli nei pressi di Mercatale e l’area che circonda la pieve di Santa Cecilia a Decimo, ma potrà estendersi successivamente ad altre località del territorio”.
di Redazione
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